Top
viaggio a piedi trasformativo

Mi sono sempre definita un’amante del mare finché rientrata dall’Australia sono tornata a vivere nel mio piccolo paese in Lunigiana, nel nord della Toscana (scopri perché ho deciso di mollare tutto per tornare a vivere in Italia).
Avevo già 30 anni quando ho sperimentato per la prima volta un viaggio a piedi, un trekking di due giorni zaino in spalla e tenda, negli Appennini dietro casa (uno dei miei luoghi del cuore a km0).
Da allora sono tornata spesso a camminare in montagna, soprattutto alla scoperta dei Parchi vicino casa (Appennino Tosco Emiliano e Alpi Apuane), ma solo una volta avevo sperimentato un viaggio a piedi di tre giorni, nel Nord della Thailandia.

Vivo in Lunigiana, dove si intreccino ben tre cammini storici (Via degli Abati, Via Francigena e Via del Volto Santo) eppure non avevo mai sentito il “richiamo” verso questo tipo di esperienza, se non per brevi passeggiate giornaliere.
Quest’anno, anche un po’ a causa del periodo storico che stiamo vivendo che ha rivoluzionato il nostro viaggiare, avevo deciso di rimanere a casa e viaggiare a km0.

Tutto ha avuto inizio con il compleanno della mia migliore amica Juliana che da anni sogna di fare il Cammino di Santiago. Ho pensato di regalarle un weekend insieme sulla Via del Volto Santo (vi racconto la nostra esperienza in questo articolo).
E da lì diciamo che ci ho preso gusto fino ad unirmi per due settimane ad un gruppo di amici mai conosciuti prima, lungo un tratto di Via Micaelica in Toscana.

Avete mai sentito parlare della Via Micaelica? Si tratta di un’antica Via che in passato connetteva l’Irlanda alla Terra Santa attraversando tutta la nostra penisola. Oggi questa Via è pressoché dimenticata e ricalca in parte altri cammini storici come la Via degli Abati, la Via Francigena, la Via del Volto Santo, la Via di S. Francesco.

Winki, esploratore e scrittore che ho conosciuto tramite Instagram acquistando alcuni suoi libri sull’Australia, ha intrapreso questo cammino a inizio Maggio, partendo dalla Sacra di San Michele in Val di Susa in direzione Monte Sant’Angelo in Puglia, con l’intento di riscoprire questa antica Via e scrivere un libro sul potere trasformativo del cammino (scopri cos’è il turismo trasformativo).
Eravamo in contatto sui social e sembrava che la Lunigiana non fosse nell’itinerario, finché invece è arrivato proprio qui 🙂
Sono andata ad incontrarlo ed ho percorso con lui e il suo compagno di viaggio Mauro, un paio di giorni sui cammini vicinissimi a Casa, riscoprendo la meraviglia della mia Terra attraverso i loro occhi.

VoltoSanto_PontebosioFivizzano (15)

Luoghi a me familiari, come la tratta di Via Francigena da Filattiera a Virgoletta, hanno mostrato un altro lato di sé, o forse semplicemente sono stata io a vederli (e viverli) diversamente.
Viaggiare con loro mi ha permesso di staccare da tutto, rallentare, dimenticarmi delle mille cose da fare, perdendo la cognizione del tempo.
E’ stato semplicemente meraviglioso.

Giunti al termine della prima giornata mi dispiaceva lasciarli, come se fossero amici e compagni di lunga data, così decisi l’indomani di raggiungerli nuovamente.
Questa volta su un tratto che non avevo mai percorso che partiva proprio da Pontebosio, paese di origine di Miles e dove abbiamo vissuto insieme un paio di anni. Da qui abbiamo camminato quasi interamente nel bosco con bellissimi scorci sulle Alpi Apuane in direzione Fivizzano.

vista alpi apuane volto santo
Francigena_FilattieraFiletto (6)

Tappa obbligatoria è stata Olivola, dove c’è una Chiesa dedicata a San Michele, testimonianza che la Via Micaelica passasse proprio da qui.
Grazie ad un incontro “del destino” abbiamo conosciuto una bellissima famiglia che ha le chiavi della chiesa, altrimenti immancabilmente chiusa, così non solo siamo riusciti a visitarla ma abbiamo anche trascorso un paio d’ ore con loro a chiacchierare di Australia e vino autoctono. Mi è sembrato quasi surreale, eppure era vero!

Questa è stata solo una delle “coincidenze” vissute in questi due giorni in loro compagnia che hanno suscitato in me una forte curiosità verso il cammino.
Dopo una cena tutti insieme all’Agriturismo Di là dall’Acqua a Fivizzano ospiti di Giovanna, sono rientrata a casa sapendo che li avrei rincontrati.

Una settimana dopo decido di raggiungere nuovamente Winki e Mauro in Garfagnana, dove nel frattempo si erano aggiunti altri compagni di viaggio (Andrea e Francesca), ponendo così le basi di quella che è poi stata definita la Compagnia degli Abbracci, per la caratteristica appunto di “donare” abbracci, cosa di per sé già singolare, ancora di più se immaginata in un periodo storico caratterizzato dalla diffidenza e distanziamento.

Li raggiungo al Casone di Profecchia, vicino al Passo delle Radici, dove si sono unite anche Arianna con la splendida Anna Luce.
Il Passo delle Radici è stata una deviazione, una delle tante, che il cammino a volte ti porta a fare. L’intenzione era di fare un paio di passeggiate in zona, ma purtroppo il primo giorno non ha smesso un attimo di piovere, perciò ci siamo goduti il caminetto e l’ottima cucina dell’albergo dove soggiornavamo.
Il giorno seguente riusciamo a sfruttare un miglioramento del meteo per una passeggiata al Parco Naturale dell’Orecchiella.

compagnia degli abbracci
Photo credit @winki_autore

Questi due giorni hanno rafforzato in me la voglia di intraprendere un viaggio a piedi insieme a loro. Sebbene li conoscessi così poco mi sono sentita perfettamente al posto giusto al momento giusto, scambiando sguardi che ti leggono dentro, sorrisi che riempiono l’anima, abbracci (lunghi, che vorresti non finissero mai) che trasmettono energia.
Li saluto nuovamente sapendo in cuor mio che li avrei rivisti.

Nelle due settimane successive faccio in modo di organizzare lavoro e lezioni di danza per lasciarmi libera un po’ di giorni a inizio luglio e, appena ho conferma da Winki di dove si trovano (cosa non semplice visto che decide giorno per giorno le tappe e itinerario), preparo lo zaino e salgo su un treno in direzione Pratovecchio.
Ignoravo quanto sarei stata via e dove sarei arrivata. Avevo persino il dubbio di riuscire fisicamente a sopportare tappe da 15 km con uno zaino da 10 kg.
Questa totale mancanza di organizzazione è stata già di per sé una sfida per me visto che, causa deformazione professionale, sono solita organizzare tutto nei minimi dettagli. Ma ho deciso di affidarmi.

Sentivo il bisogno di dedicarmi del tempo per continuare questo cammino interiore di consapevolezza con cui il lockdown ha costretto tutti noi a fare i conti.
Ero certa che questo viaggio a piedi mi avrebbe aiutata a rallentare, ascoltarmi, tirare fuori emozioni e desideri sepolti e inascoltati.
Avevo ragione.

ESPERIENZE TRASFORMATIVE DEL MIO VIAGGIO A PIEDI

Pieve di Romena: lentezza, condivisione, gratitudine

Non sono una persona religiosa, sebbene coltivi una forte spiritualità, perciò ammetto il mio scetticismo al mio arrivo alla Pieve di Romena, comunità cristiana a un paio di chilometri da Pratovecchio.
E’ qui che ha avuto inizio il mio cammino dove ho scoperto che si può viaggiare pur stando ferma.

Ho trovato una comunità “insolita”, basata sui principi universali di condivisione, amore e resilienza, trascendendo il tipo di credo.
Don Gigi ha creato un luogo di accoglienza per anime in cerca di pace, sopratutto per superare perdite e lutti. Nei tre giorni trascorsi qui non ho avuto modo di “incontrare” personalmente Don Gigi, eppure mi è sembrato di conoscerlo, in ogni sasso della Pieve e della Foresteria, nei mandorli piantati nel Giardino della Resurrezione in memoria delle persone scomparse, nel percorso della Resurrezione, nell’orto curato con amore da Davide, nelle lodi del mattino e della sera, dove scritture sacre di varie religioni si mescolano a canzoni talvolta anche contemporanee, per innescare riflessioni e celebrare i sentimenti della gioia, fiducia, perdono e amore.

Essendo noi ospiti “inaspettati” non possiamo soggiornare alla foresteria quindi dormiamo col sacco a pelo all’aperto per tre notti. Addormentarsi sotto le stelle e la luna crescente è per me una bellissima emozione che mi ricorda i campeggi selvaggi in Australia.
La prima sera sono così emozionata che non riesco ad addormentarmi e seguo con lo sguardo la traiettoria della luna che pian piano si sposta verso ponente. In quel momento sono pienamente presente, non penso a nulla, non ho aspettative, solo respiro in perfetta armonia col Tutto. Sono esattamente dove dovrei essere.
Durante il giorno partecipiamo alle attività insieme agli altri ospiti, dall’aiutare nell’orto, a cucinare, a togliere le erbacce nelle aiuole tra due chiacchiere e tante risate con Suor Giulietta e Mirella.
Ogni sera dopo cena è il momento del “fiume”, ovvero della condivisione delle sensazioni della giornata.

Tre parole racchiudono la mia esperienza a Romena:
LENTEZZA, la bellezza di semplicemente “stare” ed esser presenti, nel qui ed ora.
CONDIVISIONE con i miei compagni di viaggio e con anime belle che portano gioia e compassione a chi sta vivendo momenti bui.
GRATITUDINE, per aver vissuto tre giorni pieni di amore in cui ho sentito risvegliare la mia spiritualità e scopo della vita.

giardino della resurrezione pieve di romena
pieve di romena
IMG_20200704_114612

La frase che infatti più mi ha colpita tra quelle della Via della Resurrezione (percorso in 8 tappe: umiltà, fiducia, libertà, leggerezza, fedeltà, perdono, tenerezza, amore) è:

“Abituerò il mio cuore al suo orizzonte più lontano”

Questa frase di Rilke mi fa esplodere in lacrime appena la leggo perché risuona in me con prepotenza. Per vivere l’Amore vero e incondizionato dobbiamo liberare il nostro cuore da condizionamenti e paure, sognare e lasciarlo volare.

Grazie Romena per questi insegnamenti. Grazie a tutte le belle anime che qui ho incontrato. Grazie a Filippo, direttore d’orchestra di questa splendida fraternità.

IMG_20200704_114150

Luoghi spirituali della Via di S. Francesco: Eremo di Camaldoli e Santuario La Verna

Ho ricevuto il battesimo e sono stata cresciuta secondo la religione cattolica, finché all’età di 8 anni, dopo la prima comunione, espressi il mio disinteresse e fortunatamente i miei genitori mi lasciarono libera di scegliere.
Negli anni mi sono interessata alla filosofia (più che vera e propria religione) orientale e buddhista, ma ad oggi non appartengo a nessun credo in particolare.
Tuttavia, durante questo cammino, è stato interessante attraversare luoghi di culto molto forti come l’Eremo di Camaldoli e il Santuario La Verna (Assisi).

Saremmo dovuti arrivare all’Eremo il primo giorno di “vero” cammino, ovvero quando abbiamo lasciato la Pieve di Romena, tuttavia alle 17:30, mentre stavamo attraversando le foreste casentinesi a circa 2 ore di distanza da Camaldoli, un forte vento e nuvole minacciose ci hanno fatto preferire di fermarci.
Eravamo attrezzati per la pioggia ma abbiamo accolto questo segnale come un messaggio.
Affrontare un viaggio a piedi senza una tabella di marcia prestabilita essendo liberi di affidarsi al flusso vuol dire anche questo, saper riconoscere quando fermarsi o cambiare strada.
In quel momento ci è apparso il Rifugio Asqua, dove Sabrina e Stefania ci hanno accolti, ma ve ne parlerò nel prossimo paragrafo.

Arrivati a Camaldoli rimango scioccata dalla veste fortemente turistica di questo luogo, dove sulla via principale si affacciano numerosi bar e ristoranti e all’ingresso del monastero e relativa foresteria ad accoglierti c’è un listino prezzi del menu turistico. Questo luogo non fa per noi.
Proseguiamo fino all’Eremo un paio di chilometri più sopra, dove siamo accolti dai monaci benedettini che qui risiedono che ci ospitano in una struttura con una camerata con letti a castello, cucina e bagno, e ci rifocillano con del pane, formaggio, e una pesca a testa.

eremo camaldoli
eremo camaldoli

Visto il luogo particolare Winki ci propone di osservare il silenzio dalle 21.30 di questa sera fino domattina alle 7.30, orario delle lodi mattutine.
Sedere intorno al lungo tavolo in legno e cenare in silenzio senza incrociare lo sguardo dei miei compagni (tranne un paio di occhiate fugaci con Francy con la quale abbiamo un pò “barato”) è stata un’esperienza davvero particolare che ti porta ad essere pienamente presente e con lo sguardo rivolto al tuo interno.

Dopo cena rimango seduta al tavolo sorseggiando la mia tisana all’olio essenziale di lavanda (fiore ormai sempre presente nel mio cammino) mentre scrivo sul mio “diario di viaggio”.
Ripenso ai due giorni di cammino appena trascorsi, sebbene sia un minimo abituata a camminare in montagna con anche discreti dislivelli, il caldo e lo zaino rendono le cose un tantino più difficoltose. Mi chiedo se riuscirò a camminare per giorni, ma sono consapevole che buona parte dipende dalla mia mente, dalla mia determinazione.
Leggo la frase della mia tisana che si chiama “peaceful moment” (momento di pace), chiudo gli occhi, e mi sento un pò a Casa.
Vado a letto presto per riposare e dormo come un sasso.

Al risveglio incrocio gli sguardi sorridenti dei miei compagni e anche se è terminato il tempo del silenzio mi basta quello, non c’è bisogno di ulteriori parole.
Winki, Mauro e Francy si avviano per partecipare alle lodi mattutine.
Li raggiungo poco dopo ma giunta sulla porta della Chiesa mi blocco e “sento” di non entrare.
Torno fuori e ripercorro un tratto di “foresta sacra” (così indicano i cartelli) che la sera prima avevamo saltato per accorciare la strada e arrivare prima che facesse buio.

Appena imboccato il sentiero faccio un respiro profondo, alzo gli occhi verso le fronde di questi alberi altissimi e una frase mi appare nella mente

“This is where I belong” (E’ qui che io appartengo).
Non chiedetemi perché questa “illuminazione” mi sia arrivata in inglese, a volte mi capita di pensare cose in inglese o francese, che sono state per me delle seconde lingue. Fatto sta che in questa frase c’è racchiuso tutto il mio percorso spirituale di questo cammino.

IMG_20200706_174827
via di san francesco foresta sacra

Partiti da Camaldoli la direzione è La Verna, anche se facciamo un paio di tappe intermedie che vi racconto sotto.
Quello che vorrei raccontarvi però è del giorno che siamo giunti al Santuario francescano La Verna, che è un luogo spirituale importantissimo per chi percorre il cammino di S. Francesco visto che qui Francesco si ritirò per lunghi periodi di silenzio e preghiera, e dove sperimentò la passione di Cristo.
Il santuario si erge su uno sperone roccioso a quasi 1300 metri di altitudine, circondato da una foresta di alberi monumentali e con una vista che spazia su tutta la Val Tiberina.

santuario la verna
santuario la verna

Winki è partito la mattina presto e ci aspetta al Santuario insieme agli amici del Parco Cristallo che ci hanno raggiunti per pranzo.

E’ il 7 luglio, ma solo successivamente scoprirò essere il mio compleanno Kin secondo il sincronario Maya, e che questi giorni rappresentano per me un momento di forte creazione ed evoluzione.

Io, Francy e Mauro dopo colazione facciamo una meditazione di Deepak Chopra che mi tocca nel profondo, ormai mi sto abituando a tutti questi “messaggi” che l’universo mi sta dando.
Ci avviamo nonostante il tempo uggioso, che in realtà poi regge facendo pure uscire il sole.
Non mi sento al top della mia forma fisica visto che mi è appena arrivato il ciclo (si lo scrivo perché non è un tabù, e chi è donna sa cosa significa).
Per tutto il percorso mi concentro sul respiro, accogliendo con pazienza i segnali che il mio corpo mi sta dando. Mi “distraggo” raccogliendo fiori, fragoline di bosco e foglie a forma di cuore che poi dono nuovamente alla foresta.
Camminiamo in silenzio, alzando di tanto in tanto gli occhi al cielo per scorgere le cime di questi alberi altissimi ricoperti di muschio che sembrano esseri animati, ci fermiamo, togliamo le scarpe, abbracciamo la natura e ringraziamo questo luogo incantato.
Dopo un passaggio tra un agglomerato di rocce che sembrano creare villaggi fatati, all’improvviso inizio a piangere.

IMG_20200707_121518
foresta sacra la verna

Piango per la bellezza di cui i miei occhi si stanno riempiendo, per queste energie sottili che non sono descrivibili a parole, per la consapevolezza sempre maggiore che sta crescendo in me da quando ho cominciato questo cammino, e per la fortuna di poter condividere tutto questo con dei compagni di viaggio speciali, che in un abbraccio senza tempo accolgono tutte queste mie emozioni.

Entriamo al Santuario con i nostri bastoni, a piedi scalzi e un gran sorriso sulle labbra, accolti da Winki e queste persone a me sconosciute ma che sento subito come “famiglia”.

Il Santuario La Verna è indubbiamente un luogo con una grande carica energetica e spirituale, dove però personalmente non trovo la stessa “vibrazione” vissuta poche centinaia di metri più sotto nella foresta.
Smetto di giudicare, innanzitutto me stessa, per non provare lo stesso “coinvolgimento” di altre persone che intorno a me sono mosse da grande trasporto verso questo luogo.

IMG_20200708_121819
santuario la verna

Ognuno di noi ha una propria spiritualità che sente ed esprime nei posti e nei modi che più sente affini. Smetto di interrogarmi e di voler a tutti i costi definire il mio sentire, perché non c’è bisogno di dargli un nome per sapere che esiste.

La Natura è la mia Casa: cascate, luna piena, foreste e lupi

Il giorno che abbiamo lasciato Pieve di Romena non siamo arrivati fino a destinazione, ovvero Camaldoli, ricordate? Abbiamo preferito accogliere un “segnale” e fermarci al Rifugio Asqua, è stata la scelta più azzeccata!

Stefania e Sabrina ci accolgono in questo splendido rifugio immerso nelle foreste casentinesi, coccolandoci con piatti semplici ma genuini in un clima davvero famigliare.

IMG_20200704_143517

Dopo cena Sabrina ci chiede con un pò di titubanza se può far entrare i lupi. Ci guardiamo con aria interrogativa dando il nostro consenso immaginandoci dei pastori tedeschi. Quando entrano due splendidi esemplari di lupi cecoslovacchi la stanza viene irradiata da queste presenze maestose che osserviamo incuriositi. Il maschio viene subito a conoscerci e si sdraia sotto i nostri piedi, mentre la femmina ci osserva diffidente da debita distanza.

IMG_20200704_100545

Mentre Winki rimane a scrivere il libro, io, Francy e Mauro decidiamo di uscire a fare due passi nella foresta.
Il cielo è ancora coperto da nuvole, ci fermiamo lungo il sentiero e stiamo per un tempo indefinito in ascolto.
Chiudo gli occhi e sto in ascolto. Sento prendermi per mano, appoggio la mano destra libera sul cuore e respiro ascoltando il mio battito rallentare, affievolirsi fino a scomparire dal mio petto per trasferirsi nella mano sinistra connessa ai miei compagni.
Riapriamo gli occhi, ci guardiamo, e ci avviamo verso il rifugio.

Prima di rientrare ci accorgiamo che il cielo si sta schiarendo e si intravedono alcune stelle. Attendiamo un attimo fino a che appare, maestosa, luminosissima, la luna che in un paio di giorni raggiungerà la sua completezza.
Ne osserviamo l’aurea dalle gradazioni verde e azzurre, la vediamo ingrandirsi e muoversi come se saltellasse. Ci guardiamo con stupore. Proprio così, l’abbiamo vista tutti.
Un momento davvero potente che mi fa capire perché sto facendo questo cammino e quanto la presenza dei miei compagni mi permetta di amplificare questo “sentire”.

La mattina seguente ci alziamo prendendocela con comodo, stiamo bene qui e Camaldoli non è lontana così decidiamo di partire dopo pranzo.
Accompagniamo Sabrina a portare a spasso i lupi, osservando e imparando i loro atteggiamenti. Sono animali davvero affascinanti. Seppur addomesticati conservano caratteristiche di “veri” lupi.

IMG_20200704_123710

Ho sempre amato camminare nei boschi ma mai mi era capitato di provare una tale meraviglia. Le foreste casentinesi e il percorso delle foreste sacre da Camaldoli a La Verna sono state per me qualcosa di inaspettato.

La luce morbida che filtra tra gli alberi maestosi mossi dal vento qui sempre vigoroso, le foglie che attutiscono i nostri passi come un tappeto sotto i nostri piedi scalzi, i suoni e profumi. Libertà.

foreste casentinesi
IMG_20200706_174629

Il 5 luglio è il giorno della luna piena quindi decidiamo di “spezzare” la tappa in modo da poterla celebrare.
Arriviamo poco prima del tramonto in un piccolo paesino, Frassineta, con una chiesetta e un bel giardinetto. Decidiamo di dormire qui stanotte con i nostri sacchi a pelo.
Ci rinfreschiamo nelle vasche della fonte di acqua gelida, mangiamo frutta e pochi vivere rimasti, prima di salutare la luna con un rito tantrico guidati da Fra.
Onoriamo la luna col nostro amore e lei ricambia con la sua luce confortante.

IMG_20200706_074653

Ci addormentiamo come sempre con i sacchi a pelo uno vicino all’altro e ci svegliamo col primo raggio di sole che fa capolinea dietro ai monti.
Ci abbracciamo con l’emozione negli occhi di chi sta assistendo ad un miracolo dell’universo.
Dopo un tuffo rigenerante nella fontana alle 6:30, ripartiamo per l’ennesima volta in direziona La Verna.

La salita tra le ginestre è molto piacevole, io continuo come mio solito a mangiare fragoline di bosco 🙂 Giungiamo al paese di Rimbocchi dove realizziamo che nella vicina frazione di Biforco c’è una Chiesa di San Michele quindi, ovviamente, andiamo.
Questa deviazione inaspettata cambierà i nostri programmi quando ci indicano una cascata dove poterci rinfrescare.

Decidiamo di passare qui tutto il giorno, conoscendo tanti ragazzi del paese che formano una comunità molto affiata e accogliente che ci invita a fermarci anche la sera.

Così ancora una volta, stiamo.

Siamo ospiti di Silvia che, oltre all’unico bar/alimentari del Paese proprio di fronte la chiesa, gestisce anche un bellissimo affittacamere.

Questa tappa è stata speciale per la sua piacevole imprevedibilità.
Inoltre, il fiume è il mio elemento per eccellenza quindi tuffarmi nell’acqua gelida fino sotto la cascata è stato un momento super rigenerante, che mi ha riportata un po’ a casa dove anche ho la fortuna di avere tanti fiumi e cascate meravigliose.

IMG_20200706_135624

La magia del Parco Cristallo

Vi ricordate gli amici del Parco Cristallo che sono venuti a trovarci a La Verna? Bene ora ve li presento 🙂
Milena, insieme ad altre splendide donne, è il motore di questo luogo magico, situato a Gesso, un piccolo paese alle pendici di una montagna di cristalli di selenite al confine tra Marche, Emilia Romagna e San Marino.
Vi chiederete come siamo finiti qui perché in effetti questo luogo non si trova sulla Via di S. Francesco che stavamo percorrendo, ma Milly (amica di Winki) ci ha letteralmente “rapiti” per quattro giorni, coccolandoci come se fossimo famiglia.

Insieme a lei suo fratello Paolo, che con la sua simpatia è riuscito a rubarmi un sorriso anche quando la mia “Sorella” Francy è dovuta partire.
Dodi, che con la sua dolcezza materna mi ha “accompagnata” verso la via di casa.
Honi, fotografa ufficiale dall’occhio attento, nonché anima al tempo stessa selvaggia e sensibile.
E poi Daniela e Luigi, Joanne, Loretta, Valter e tante anime belle che in questi giorni sono passate di qui.

Ma torniamo al Parco. Dormiamo per le prime due notti nella yurta e le successive ospiti a casa di Paolo.
Per chi volesse soggiornare qui Milly e le sue quattro “sorelle” gestiscono un graziosissimo b&b, Casa Cristallo, dove in ognuna delle cinque camere sarete accolti dalle fate della casa. Le parole d’ordine qui sono Fantasia, Amore, Gioia e Sogni, direi che non si possa meglio descrivere questo luogo magico.

casa cristallo
casa cristallo

A pochi passi dalla Casa, quello che all’apparenza può sembrare un “semplice” parco, ma appena si entra qui si ha l‘impressione di entrare in un’altra dimensione, accolti dal Giardino delle Fate, la Ruota dei Tarocchi e i campanelli mossi dal vento.
In questo spazio verde sono installate varie opere e spazi che invitano alla riflessione, tra cui la Ruota del Tempo Maya, il Tempio del Sole, l’Angolo della Dea e una riproduzione del Labirinto di Chartres.
Al Parco Cristallo tutto ha un richiamo all’Essere, in questo o in altri mondi, ed è bello “perdersi” tra i suoi spazi, fino a ritrovarsi.

parco cristallo labirinto
IMG_20200711_115051

Qui si organizzano vari eventi olistici. Noi partecipiamo ad un’interessantissima meditazione con i cristalli, durante la quale provo varie sensazioni.
Nella prima parte tenendo in mano la pietra del sole entro in uno stato quasi di trance e ricordo solo la sensazione di ondeggiare come fossi un girasole mosso dal vento.
La seconda meditazione invece la svolgiamo a coppie, io con una ragazza che non conosco accanto a me. Tenendo le mani giunte sopra il cristallo che ci viene dato, ci guardiamo fisse negli occhi per un tempo non definito in cui ognuna di noi immagina qualcosa di bello del proprio futuro. Nonostante i suoi occhi siano malinconici io continuo a sorridere e ci vedo un sacco di cose felici di quello che sarà, spero, il mio futuro.

Un altro giorno viene dedicato a festeggiare Daniela, una delle Donne del Parco, e vedere quanto amore e sorellanza ci sia tra loro mi riempie il cuore di gioia.

Domenica si tiene il Parco Aperto, ovvero una giornata aperta al pubblico in cui vari operatori olistici mettono a disposizione la propria arte e sapere. Decido di partecipare anche io offrendo un laboratorio sul risveglio del femminino attraverso i quattro elementi e relativi chakra.
Vestita di bianco con la gonna di Fra che è partita il giorno prima, e una corona di fiori, accolgo delle splendide donne che si affidano a me in questo percorso che dai piedi alla corona stimola lo sblocco di alcuni nostri punti energetici spesso bloccati o repressi.
Il loro entusiasmo fa nascere in me l’intenzione di sviluppare ulteriormente questo piccolo laboratorio una volta tornata a casa per poterlo strutturare in un vero e proprio percorso per le donne che avranno voglia di “risvegliarsi”.

Dopo cena danzo intorno al fuoco accompagnata dal tamburo di Luigi che produce un fruscio che fa vibrare l’anima.
Non vorrei “esibirmi” sebbene è qualcosa di cui non mi vergogno, anzi lo faccio regolarmente in numerose occasioni. Ma qui è diverso, non sento la necessità di mettermi in mostra con tecnicismi, così chiudo gli occhi, respiro e semplicemente lascio fluire i suoni e vibrazioni.

La danza in questo viaggio mi ha permesso di incanalare ed esprimere tante emozioni, ho danzato praticamente ogni giorno, sempre rigorosamente a piedi nudi in natura, dialogando con il mio Io più profondo e allo stesso tempo con un albero, la luna, il fuoco, la mia sorella Francy.

Sono grata alla danza, che sebbene sia per me un “hobby” e non la mia principale attività nella vita quotidiana, rappresenta sempre un utile mezzo per esprimere la mia Essenza. Sento di doverle dare più spazio.

Photo credit @honilovee
Photo credit @honilovee
Photo credit @stanbeck_lee
Photo credit @stanbeck_lee

E’ proprio al Parco Cristallo che termina il mio viaggio a piedi. Prendo la decisione di rientrare dalla sera alla mattina. Sento che è arrivato il momento.

Quando penso a questi ultimi giorni mi viene in mente solo una parola: “caring”, ovvero il prendersi cura. Dei nostri oste nei nostri confronti, di queste splendide donne e amiche l’una con l’altra, ed ognuno di noi verso se stesso.

Un luogo molto diverso da quelli vissuti fino a oggi ma con una carica energetica fortissima. So che tornerò un giorno.

Grazie a Milly e a tutti per averci fatto sentire a Casa.

Photo credit @honilovee
Photo credit @honilovee

RITORNO A CASA

Il viaggio di rientro è un impatto violento con la “realtà” che sta caratterizzando i nostri tempi. Nelle mie 9 ore di viaggio tra passaggi in auto, due autobus e tre treni, circondata da mascherine, gel igienizzanti e persone che si muovono a testa bassa senza incrociare lo sguardo, mi sento un po’ fuori dal tempo con lo zaino, il mio bastone da pellegrina, un cappello di paglia, un ciondolo per “richiamare” gli angeli per ricordarmi di non perdere questa connessione, e tanta luce nel cuore che continuo a emanare con grandi sorrisi.

IMG_20200713_183539

Quando si rientra da un viaggio ci si sente sempre un pò diversi, quasi alieni alla vita di tutti i giorni, soprattutto se si vivono esperienze forti come quelle vissute in questo viaggio a piedi.
Silenziosa sto ed osservo questo mondo intorno a me, così diverso da quello che ho vissuto nelle ultime due settimane, sebbene questa volta non abbia attraversato terre e culture lontane ma la mia stessa regione!

Ammetto che non sia facile riprendere i ritmi della quotidianità, mi porto dentro un sacco di sensazioni e riflessioni su quello che è stato il mio cammino spirituale, animico e relazionale, che sto provando a calare nella mia vita.

Sono rientrata da ormai due settimane eppure ogni mattina immancabilmente alle 06:30 apro gli occhi, mi alzo e vado sul balcone rivolto ad est.
Sto lì qualche istante, osservo le prime luci dell’alba, ascoltando il canto degli uccellini.
Faccio un respiro profondo e mi sento infinitamente grata per aver vissuto questo “risveglio” ed averlo condiviso con dei compagni di viaggio speciali.

Porto nel cuore quello che ho vissuto, un concentrato di emozioni e rivelazioni che in “solo” due settimane mi hanno condotta all’Essenza, alla connessione col Tutto.
Ho dormito sotto il cielo stellato svegliandomi con l’apparire del sole e il canto della natura, camminato a piedi nudi nella foresta, danzato con un albero mosso dal vento, e in onore della luna e del fuoco.
Ho abbracciato Madre Terra affondando le mani dell’erba, mi sono rigenerata nell’acqua gelida di una cascata e mi sono lasciata avvolgere dal grembo di Gaia.
Ho pianto, riso, ascoltato, meditato.
Incontrato anime belle, condiviso sorrisi, lacrime, silenzi e abbracci che fanno vibrare l’anima.
Ho provato Amore puro e incondizionato per la natura, per il prossimo, per l’Universo, per il Tutto, per me stessa.

Ma so che questo è solo l’inizio di un lungo viaggio…

E i miei compagni?
Winki è ancora in cammino verso la Puglia, in attesa dell’uscita del suo libro potete seguirlo qui.
Gli altri, ognuno con i propri tempi, sono tornati a casa e proseguono il proprio “cammino” interiore.

Perché quando torni da un viaggio trasformativo nulla è come prima e il viaggio prosegue anche una volta rientrati a casa.

GRAZIE WINKI E COMPAGNIA DEGLI ABBRACCI PER QUESTO VIAGGIO VERSO L’ESSENZA. AHO!

No matter how far we travel, the most significant journey is the one you take within.

IMG_20200708_151328

ACCOGLIENZA E RISTORO LUNGO IL CAMMINO

Via del Volto Santo – Lunigiana

Pontremoli: Agriturismo Lucchetti Ferrari (solo pernotto)
Licciana Nardi (Amola): Agriturismo il Picchio Verde (pernotto e ristoro)
Fivizzano: Agriturismo Di là dall’Acqua (pernotto e ristoro)
Argegna: Camping Argegna e Casa del Pellegrino (ristoro)
Filetto: I Sapori del Borgo (negozio prodotti tipici)

Via di S. Francesco – Arezzo/Assisi

Pratovecchio: Il Giubbino (negozio prodotti tipici)
Foreste Casentinesi: Rifugio Asqua (pernotto e ristoro)
Camaldoli: Eremo di Camaldoli
Badia di Prataglia: Pensione La Foresta (pernotto e ristoro)
Biforco: Affittacamere Da Silvia (camere e appartamenti)
Chiusi de La Verna: Hotel Da Giovanna (pernotto, ristoro e ostello)
Sansepolcro: Foresteria S. Maria dei Servi (solo pernotto); Enoteca Berghin (ristoro)

Comments:

  • Francesco

    29 Novembre 2020

    Alla fine il momento giusto per leggere il tuo racconto su questo viaggio straordinatio è infine arrivato.
    Non riuscendo a dormire e dopo essermi girato più volte nel letto ho notato la Luna e mi sei venuta subito in mente, allora ho deciso di leggere, e ho potuto godermi ogni parola e ogni sensazione da esse evocate.
    Leggendo tutto questo non nascondo di provare un po’ di sana “invidia” e di voler toccare con mano le trasformazioni che hai potuto vivere in luoghi così fantastici.
    Grazie per averlo condiviso.
    Un abbraccio 🙂

    reply...
  • 7 Gennaio 2021
    reply...

post a comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.