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viaggiare con bambini

Con piacere ospito questo articolo scritto da Rubens di In viaggio con la mia tribù che ci spiega come viaggiare con bambini sia non solo possibile ma anche un’esperienza trasformativa.
Questa collaborazione nasce da un progetto nato su Instagram di guest blogging chiamato AMICI IN VIAGGIO, con l’intento di stringere relazioni tra colleghi blogger e far conoscere i propri blog.

Ciao mi chiamo Rubens, il papà di un piccola famiglia di viaggiatori. Il blog In Viaggio con la mia Tribù nasce con l’idea di spronare chi diventa genitore a non rinunciare ai viaggi, fornendo degli utili consigli provati personalmente. Crediamo fortemente nel valore formativo del viaggio e pensiamo che sia molto importante per la crescita dei nostri bimbi, per costruire assieme la società del domani.

Io e mia moglie da sempre amiamo viaggiare. Abbiamo iniziato da morosi, regalandoci ogni anno qualche giorno in qualche capitale europea, inizialmente le classiche Londra, Parigi, Barcellona per poi spostarci su qualche destinazione più insolita, fino ad innamorarci dei viaggi on the road con il nostro viaggio in Islanda.
Poi è arrivato Achille: ci ha riempito il cuore e la casa di felicità, ma inizialmente continuare a viaggiare ci sembrò difficile. Tutto appariva complicato, cose che facevamo da sempre come prendere un aereo o visitare un museo, con un bimbo piccolo erano diventate di colpo complicate.

Io però non volevo crederci.

Così abbiamo deciso di superare questi timori buttandoci. Un bel salto nel vuoto: tre settimane on the road negli Stati Uniti. Tutti ci hanno preso per pazzi a fare un viaggio del genere con Achille che aveva appena 18 mesi, ma abbiamo voluto provarci lo stesso essendo il nostro viaggio di nozze.


Adesso sono a scrivere questo articolo per dire una cosa sola: viaggiate con i vostri bimbi.
Solo così potete superare le vostre preoccupazioni e regalare ai vostri figli momenti indimenticabili passati insieme.
Da una parte per loro non cambia niente essere in Piazza dei Signori a Vicenza oppure fra le vie di Bangkok, essere in macchina per andare a fare la spesa oppure in volo in aereo verso Parigi, per loro basta essere con la loro mamma e il loro papà.
Ma dall’altra parte essere lontani da casa stimolerà la loro curiosità e li aiuterà a calarsi in varie situazioni che magari a casa non sono così frequenti o che si evitano perché “difficili”.
Inoltre in viaggio passerete giornate intere con i vostri bimbi, tempo che a casa con tutti gli impegni che ci sono non è possibile avere.

Achille dopo il viaggio di nozze ha avuto uno scatto di crescita a livello di relazione con gli altri e di comportamento impressionante, e adesso a 4 anni per lui viaggiare è diventato la normalità. Prendere un aereo per lui è come salire in macchina, ma molto più emozionante.
Augusto, dopo essere stati ad Edimburgo che aveva appena 5 mesi, ha iniziato a stare meno in braccio e più sul passeggino. Dopo la vacanza a Minorca invece, ha iniziato a stare più con gli altri e staccarsi dalla mamma, acquisendo sempre più autonomia.

Non vogliamo e non possiamo nascondere che ci sono stati momenti di difficoltà e frustrazione, i capricci sono quasi all’ordine del giorno. Ma questo accade né più né meno che a casa. Non dovete temere il giudizio e le occhiate di chi vi circonda, in quei momenti pensate solamente a gestire il capriccio, con la massima serenità e tranquillità.

Viaggiare con loro oggi ci rende felici e ha arricchito ulteriormente le esperienze che viviamo, magari vediamo un museo in meno, ed un parco giochi in più, ma vedere crescere piccoli viaggiatori non ha prezzo. Modi e tempi dei vostri viaggi cambieranno: difficilmente potete saltare i pasti o scarpinare per tutto il giorno come durante i vostri viaggi di coppia, ma tutto sta nell’uscire dalla vostra comfort zone e provare, non rimarrete delusi.

Magari se non siete viaggiatori esperti iniziate con una meta “facile” e alla portata, presto capirete che una volta partiti non potrete più farne a meno, e che non esistono mete impossibili.
Noi, ad esempio, avevamo deciso che finché Augusto non fosse cresciuto un po’ non saremmo usciti dall’Europa, dato che comunque i posti da visitare non mancano. Però questa estate abbiamo ricevuto un invito per un matrimonio in Brasile…e vuoi non andarci? Ci butteremo ancora una volta, con le nostre paure ed insicurezze, ma con l’entusiasmo e la curiosità di sempre.

L’unico consiglio che ci sentiamo di darvi è di assecondare i loro ritmi durante il viaggio, riservando sempre del tempo solo per loro, che sia in un parco oppure in una gelateria, importante ci sia per non stressarli inutilmente con corse da una parte all’altra della città.
Quindi se avete sempre viaggiato, con la nascita di un figlio non smettete di farlo, ma solamente cambiate leggermente le vostre abitudini.
Se invece viaggiare non era fra le vostre passioni, un figlio potrebbe essere un motivo per iniziare a farlo. Per lui e per voi.
Per diventare dei genitori off limits!

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