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life-changing travel experiences

Negli ultimi anni abbiamo visto affermarsi un nuovo concetto di turismo, quello trasformazionale, ovvero la consapevolezza che i viaggi cambiano la vita. Per questo molte destinazioni e tour operator hanno adattato il loro modo di creare esperienze rivolte al crescente pubblico di viaggiatori consapevoli e responsabili (scopri cos’è il turismo trasformazionale).
Infatti, ogni viaggio ci porta alla scoperta di nuovi luoghi, sapori, persone e culture. Alcune esperienze hanno la capacità di toccarci nel profondo regalandoci ricordi indimenticabili e, a volte, spingendoci a modificare le nostre azioni e abitudini una volta rientrati a casa.

 

Ogni viaggio ha il potere di trasformarci, ma solo se siamo pronti a viaggiare con mente e cuore aperti.

Ho tanti ricordi emozionanti dei miei viaggi, alcuni felici altri anche tristi, che mi hanno portata a riflettere su tematiche importanti aiutandomi a crescere. Per me viaggiare significa esplorare, vivere, imparare e migliorarsi sempre.

Questi sono alcuni episodi dei viaggi che cambiano la vita che ho vissuto in questi anni e che hanno contribuito a rendermi la persona che sono oggi.

 

1- Viaggiare è un privilegio

Può sembrare banale ma a volte si rischia di dimenticarlo. Io l’ho realizzato a 16 anni durante il mio primo vero viaggio, quello in Kenya a trovare mio nonno che all’epoca viveva a Malindi. Andai a trovarlo con mio padre ed un’amica di scuola ed ebbi l’opportunità di vedere la “vera” Africa e non solo resort o aree turistiche. L’Africa si sa ti colpisce dritto allo stomaco come un pugno. Inutile dire trovarmi a quell’età faccia a faccia con una povertà disarmante e scene che ero abituata a vedere solo nelle campagne sociali di associazioni benefiche o umanitarie, mi ha alquanto scioccata e fatto riflettere su alcuni temi caldi che onestamente ignoravo totalmente.

E’ lì che ho imparato che non bisogna dar nulla per scontato perché ci sono milioni di persone che non hanno letteralmente nulla!

Ricordo un giorno visitammo l’azienda di mobili artigianali di mio nonno dove mi soffermai a parlare con dei suoi operai il cui sogno era di poter viaggiare in Europa. Peccato che ci raccontarono che per loro non era così scontato visto che il governo richiedeva come “garanzia” che avessero una determinata somma in banca che oggi corrisponderebbero a circa 10,000 dollari! Non so se questo dato fosse fondato, so solo che, con molta probabilità, quei due operai africani non avrebbero mai potuto permettersi un biglietto aereo eppure erano sereni, lavoravano col sorriso sognando quel giorno, che tutti sapevamo, non sarebbe mai arrivato.

2- Viaggiare (e vivere) consapevolmente e in maniera sostenibile

Il viaggio può essere anche un’opportunità per rivalutare le proprie abitudini. Durante la mia permanenza in Australia ormai più di 10 anni fa imparai una grande lezione sul tema dello spreco dell’acqua e inquinamento della plastica.
Il primo fu un argomento con cui venni a conoscenza durante un road trip da Darwin al Red Centre (maggiori info sull’itinerario in questo articolo). Una delle primissime raccomandazioni fatte dalla nostra guida fu infatti proprio di non sprecare l’acqua.
Ebbene io all’epoca ignoravo che l’Australia fosse uno dei paesi più aridi al mondo! In qualsiasi doccia o bagno dei campi base dove pernottavamo c’erano cartelli ben in evidenza ricordando semplici regole come chiudere il rubinetto mentre ci si insapona o lava i denti. Abitudini che da allora non ho mai abbandonato.
Nuovamente in Australia, questa volta in un road trip sulla costa ovest, mi ritrovai a fare la spesa per un barbecue ad un supermercato dove non venivano forniti sacchetti di plastica in quanto fortemente pericolosi per le tartarughe che popolavano questa parte stupenda di costa australiana.
Era il 2009, ben prima che in Europa e nel resto del mondo la plastica diventasse l’argomento chiave di discussione sulla salvaguardia dell’ambiente. Fatto sta che non ho più comprato sacchetti di plastica e utilizzo solo quelli di stoffa o riciclabili 🙂

Col tempo infatti sono diventata sempre più sensibile al tema della plastica cercando di ridurre, riciclare, bere solo acqua del rubinetto o di fontane, viaggiare sempre con la mia borraccia. Non è ancora abbastanza ma è già un buon inizio.
Durante il mio ultimo viaggio a Bali ho conosciuto Evie, una splendida danzatrice impegnata non solo nella salvaguardia e promozione delle danze tradizionali balinesi, ma anche convinta attivista nella lotta alla plastica che ormai sta invadendo la sua bellissima isola. Evie e la sua famiglia (inclusi i due giovani figli) fanno parte di un’associazione internazionale chiamata Trash Hero impegnata nel ripulire spiagge e non solo, oltre che educare e sensibilizzare i locali. Persone da prendere ad esempio!

Mentre a Libaran Island, una delle tappe del nostro viaggio di nozze in Borneo, ci siamo ritrovati vis-à-vis con l’impatto devastante della plastica, camminando su una spiaggia completamente ricoperta da rifiuti portati dalla marea. Inutile dire che dal nostro rientro il nostro impegno nel ridurre l’utilizzo di plastica sia diventato una priorità.

3- Spingersi oltre i propri limiti

Vi è mai capitato in viaggio di vivere esperienze che mai vi sareste immaginato in grado di fare? Come se il viaggio fosse in grado di darvi quel coraggio in più per sfidare e superare i vostri limiti?
A me si, mi sono ritrovata a buttarmi da un aereo col paracadute in Australia, fare trekking tra i ghiacciai della Nuova Zelanda, fare trekking zaino in spalla tra i villaggi nel nord della Thailandia.
Cose che se me le avessero proposte in Italia mi sarei probabilmente messa a ridere, eppure in viaggio sono riuscita a sfidare delle mie paure, mettermi alla prova sia fisicamente che mentalmente (leggi in questo articolo le mie avventure preferite via aria, terra e acqua).

Il viaggio mi ha insegnato che nulla è impossibile e che possiamo fare tutto quello che vogliamo. Così quando nella mia vita di tutti i giorni sono timorosa o non mi sento all’altezza di fare qualcosa ripenso a tutte queste esperienze e mi ricordo che ho più coraggio di quello che credo.
Non importa quanto “estreme” siano le esperienze che vivete, non si tratta di fare a gara a chi fa l’attività più adrenalinica ma di spingersi oltre i propri limiti, ognuno ha i suoi.
Sono sicura proverete una sensazione di libertà e autostima che non immaginate, provare per credere 😉

 

4- Viaggiare in cerca di risposte

E’ risaputo che il viaggio ha il potere di metterci in contatto col nostro io più profondo, accantonando pregiudizi e distrazioni per ascoltare i nostri veri bisogni e desideri.
A me è successo ben due volte di ritrovarmi in viaggio in momenti molto delicati della mia vita in cui ero prossima a decisioni cruciali per il mio futuro.
La prima volta fu nel 2009 quando, al termine di una storia importante, mi ritrovai sola dall’altra parte del mondo. Così mi feci coraggio e partii per un viaggio in Thailandia (leggi della mia esperienza in questo articolo) che mi aiutò a guardare alla mia vita in Australia, un Paese che avevo desiderato con tutta me stessa e amavo profondamente, ma che non sentivo più “casa mia” (Scopri la mia vita da expat downunder).
Proprio in viaggio arrivai alla risoluzione di tornare in Italia al piccolo paese dove sono cresciuta e, 10 anni dopo, sono felice di questa mia decisione.
A volte la vita ci pone di fronte a delle scelte e il viaggio ti dà il giusto distacco dai condizionamenti esterni per valutare quel che desideri veramente.

Bali è stato senza dubbio un’altro di quei viaggi che cambiano la vita, anche perché fu il mio primo vero viaggio da sola. Avevo prenotato con largo anticipo un viaggio in solitaria in occasione di un retreat di danza e yoga con un’insegnante che amo moltissimo. Quello che non sapevo era che al momento effettivo del viaggio mi sarei ritrovata in una fase della mia vita in cui era tutto in discussione! Dal lavoro, alle amicizie, la mancanza totale di stimoli. Come se il destino avesse in serbo quel viaggio al momento in cui ne avrei avuto più bisogno.
A Bali ho ritrovato il mio equilibrio interiore e tante risposte che mi hanno permesso di tornare a casa serena e consapevole delle mie scelte (scopri il mio viaggio Viaggia, Mangia, Danza)

5- Il viaggio è incontri e condivisione

Sono certa che tutti abbiamo sperimentato almeno una volta in viaggio la magia degli incontri in cui si prova una sintonia pazzesca con dei perfetti sconosciuti con cui ci si confida come non si farebbe nemmeno col proprio migliore amico.
Ebbene può sembrare strano ma a volte si riesce ad essere sinceri al 100% proprio con una persona appena incontrata perché ci si sente liberi da pregiudizi e legati da un sottile legame reso possibile dalla condivisione di esperienze forti. Qualunque sia la vera ragione, negli anni ho incontrato e condiviso con un sacco di persone provenienti da tutto il mondo. Alcuni più di altri mi sono rimasti impressi, non ve li racconterò tutti però, state tranquilli 🙂

Ricordo la storia di Alex, un ragazzo tedesco conosciuto in un tour alle Fiji col quale trascorsi ore a parlare di scelte di vita e la sua era davvero straordinaria. Lavorava infatti con le comunità aborigene di Alice Springs, una scelta piuttosto singolare per cui provai una forte ammirazione.

Sempre in viaggio, ma questa volta nell’outback australiano, conobbi invece Kati dalla Finlandia, con la quale condivisi sorrisi e marshmallows arrostiti sul falò. Un paio di anni più tardi scoprii tramite facebook della sua scomparsa prematura. Rimasi pietrificata e assalita da un dolore inspiegabile nei confronti di una persona con cui avevo passato solo 9 giorni. Eppure i legami che si costruiscono in viaggio sono anche questo.

Un’altro momento di condivisione molto forte l’ho vissuto lo scorso anno durante il retreat di danza a Bali dove trovai conforto tra le braccia di Austine, una ragazza del Montana con cui ho condiviso momenti di profondo sconforto reciproco, senza bisogno di parlare ma semplicemente offrendo un abbraccio e una spalla su cui asciugare le proprie lacrime.

Questi racconti di viaggi che cambiano la vita sono per me dimostrazione che il viaggio è in grado di farci sentire immediatamente molto vicini e connessi con persone di diversa età, nazionalità, cultura grazie al minimo comune denominatore che muove tutti noi: viaggiare!

Pin viaggiare offlimits

Comments:

  • Ysla de Sierta

    18 Gennaio 2020

    Mi piaciono le tue scoperte, ma certe cose ci sono da prima che tu le conoscessi. Nel 2009 a Dublino (Europa) era vietato prendere sacchetti superflui per la frutta (vietato x comprare banane ma permesso per l’uva, ad esempio) . La borsa da spesa di stoffa inizió ad essere distribuita in Italia da alcuni Comuni o Enti dai primi anni novanta. La coscienza delle persone ci ha messo decenni a capirne l’importanza.

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