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vacanze 2020 viaggiare a km0

Chi mi conosce lo sa che scalpito sempre per andare alla scoperta di nuove mete, possibilmente lontane da casa, con una predilezione per l’Asia.
Allo stesso tempo però tra un viaggio e l’altro a lungo raggio, mi diverto a viaggiare a km0 alla ricerca sempre di nuovi luoghi e percorsi vicino casa.

Avevo iniziato il 2020 con tanti viaggi di lavoro e tanti progetti, tra cui ritornare in Australia dopo 10 anni dal mio rientro (scopri la mia esperienza da expat a Sydney).
Inutile negare che l’arrivo del corona virus ha avuto un forte impatto sul mio lavoro (il turismo si sa è uno dei settori più colpiti) che emotivo (ritrovarmi chiusa in casa in un momento in cui stavo vivendo di gran movimento e novità è stato un duro colpo).
Ho però reagito bene concentrandomi sul vivere il presente e dedicandomi al blog per cui non trovavo mai il giusto tempo.
Ho cercato di non fare piani per il futuro visto le mille incertezze e stranamente non ho organizzato nessun viaggio.
All’alba però della riapertura prevista per il 3 giugno sorge spontanea la domanda: vacanze 2020, dove andare?

Ho deciso che quest’estate si resta a casa (che per me significa Lunigiana, tra Toscana, Emilia e Liguria) a goderci i nostri luoghi del cuore a km0.
Al massimo ci concederemo una settimana in Puglia, regione che da tempo voglio visitare ma che ho sempre rimandato in favore di mete internazionali.
Credo che ora più che mai in qualità di viaggiatori responsabili sia opportuno ripartire dal nostro Paese e sostenere la ripresa del turismo nazionale.

Secondo un indagine Ipsos il 39% degli italiani si dice pronto a viaggiare, principalmente in Italia, contro un 38% che invece non si sente ancora pronto per paura o comunque una buona parte a causa di difficoltà economiche dovute alla crisi.

Da due mesi a questa parte esperti di turismo, quotidiani, destinazioni turistiche stanno discutendo sullo scenario che il turismo avrà per questa stagione: vacanze brevi e di prossimità (staycations), con prevalenza di attività all’aria aperta e alla ricerca di mete poco affollate (undertourism).

Ecco quindi che viaggiare a km0 è la soluzione perfetta per rispondere a tutte queste problematiche.

Cosa significa viaggiare a km0 e perché farlo?

Da tempo ormai (ancora prima che arrivasse il Covid19) sostengo che viaggiare a km0 è un modo sostenibile e responsabile di viaggiare, permettendoci di fare brevi spostamenti e ritrovare il senso di appartenenza per la nostra terra.
In questo articolo spiego quali sono i 5 motivi per viaggiare a km0.

Da un paio di mesi quindi ho avviato una rubrica dedicata al Viaggiare a km0 a cui collaborano anche altri blogger italiani raccontando i propri luoghi del cuore a km0, che sono spesso chicche nascoste e poco conosciute in ogni Regione italiana.

Che cos’è il passaporto del viaggiatore a km0 e come funziona?

Quest’anno insomma l’abbiamo capito, nessun timbro da apporre orgogliosamente sul proprio passaporto, le vacanze saranno all’insegna dell’Italia.
Ma chi come me ha l’animo del viaggiatore sa che un semplice timbro sul passaporto rappresenta non tanto un numero in più da sfoggiare per chi fa la corsa a quanti Paesi ha visitato, ma piuttosto un ricordo indelebile di un viaggio al pari di una fotografia.
Ecco come nasce l’idea del passaporto del viaggiatore a km0.

Si tratta di un passaporto digitale da compilare e personalizzare utilizzando un qualsiasi tool di editing foto in cui poter elencare i propri luoghi del cuore a km0, le prossime mete che si intende visitare e quelle invece visitate su cui è rilasciato il timbro di #viaggiatoriakm0.

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Vacanze 2020 dove andare: regioni virtuose

Toscana
Partiamo dalla mia Regione che ha fatto un ottimo lavoro in ambito turistico durante la fase 1, investendo sulla formazione a distanza degli operatori turistici attraverso un ciclo di webinar denominati Tuscany Together (uno dei quali l’ho tenuto io sul turismo outdoor).

Per la fase di ripresa invece sta investendo sulla promozione della nostra Regione sul mercato domestico attraverso la campagna Estate in Toscana dando rilievo anche alle mete meno affollate e dell’entroterra.

Se invece siete in cerca di avventura vi consiglio le mie 5 attività adventure preferite in Toscana.

Emilia Romagna
La vicina di casa si è fatta subito trovare pronta per la fase 2 predisponendo protocolli che garantiscano la sicurezza e assistenza per esempio negli stabilimenti balneari mettendo a disposizione degli ospiti 12 metri quadrati per ogni ombrellone e uno steward che li accompagni alla postazione (la cui prenotazione avviene tramite app).
La Romagna tanto popolare per la sua riviera, punta però anche sulla promozione dell’entroterra e del cicloturismo. (Leggi l’articolo Viaggiare a km0 in Romagna: le saline di Cervia).

Puglia
Durante il lockdown sul portale turistico viaggiareinpuglia.it è stata creata la pagina Una giornata in casa Puglia, per far scoprire la Puglia direttamente dal divano di casa con tour 3D, musica e video ricette.
Per la ripartenza la Regione Puglia punta sui soggiorni in natura, cammini, borghi minori, con un focus particolare alla sostenibilità.

(Leggi l’articolo Una gita fuori porta in Salento).

Trentino
L’Apt Dolomiti Paganella ha saputo mantenere un rapporto di comunicazione col proprio pubblico durante la fase 1, svolgendo inoltre ad aprile un questionario col quale hanno chiesto ai propri ospiti quali fossero le proprie esigenze di viaggio post-corona.

La destinazione continuerà a puntare sulle attività in natura come forest bathing, escursionismo e mountain bike, con un focus particolare alle attività per famiglie con bambini.

Vacanze 2020 dove andare: progetti eco-sostenibili per il rilancio del turismo in Italia

Il Covid19 ha creato una crisi sanitaria a livello globale inaspettata alla quale si aggiunge la crisi economica causata dal lungo periodo di lockdown che molti Paesi hanno intrapreso.

Inoltre, a parte ad un apparente miglioramento della qualità di acqua e aria, sta portando con sé anche risvolti negativi per l’ambiente di cui ho parlato poco tempo fa nell’articolo Covid19 e Sostenibilità.

Vi sono tuttavia alcuni esempi sostenibili di risposta a questa crisi volti ad incentivare la ripresa del turismo in maniera eco-sostenibile.

  • Arda – A Ritmo d’Acque, è un progetto europeo sponsorizzato dalla Regione Lombardia e sviluppato da 7 aziende partner con l’obiettivo di promuovere il turismo sostenibile a Milano e dintorni attraverso percorsi ciclo-turistici. Il carattere innovativo sta nel collegare la città di Milano alla periferia utilizzando strumenti innovativi creativi attraverso arte e tecnologie digitali. Ho avuto il piacere di collaborare con questo progetto nelle prime fasi di mappatura del territorio e creazione di alcuni itinerari e devo ammettere che per me che vengo da famiglia milanese ed ho vissuto qualche anno proprio sul naviglio grande, ritornare nella mia città e riscoprirne i dintorni in bici è stata una piacevole sorpresa. Il progetto è cominciato prima del corona virus ma è in fase di ultimazione e lancio a brevissimo e credo che ora più che mai sia una valida proposta per il turismo di prossimità della Lombardia.
  • Undiandemu (UaU), è una app ideata da un gruppo di 7 giovani professionisti de La Maddalena in Sardegna, che permette di verificare il numero di persone in una determinata location per evitare sovraffollamento nelle spiagge.
    Come funziona? Grazie al sistema GPS integrato sui nostri cellulari verifica la quantità di presenze (nel totale rispetto della privacy) su una specifica spiaggia e, comparandola con la capacità massima della stessa (ovviamente adeguata ai protocolli di sicurezza attualmente vigenti) indica con un semplice sistema di semaforo rosso, giallo o verde, il livello di occupazione. Questo permette ai fruitori di evitare di arrivare in un tal luogo e trovarlo troppo affollato.
    La app nasce ai tempi del corona virus a supporto del distanziamento sociale ma ha come obiettivo a lungo termine di diventare uno strumento per una fruizione più responsabile e sostenibile del territorio.
    Ho scoperto questa fantastica iniziativa tramite Eleonora, guida ambientale ed esperta di turismo sostenibile che seguo su Instagram, che è una dei soci fondatori. Vi consiglio quindi di seguirli sulla loro pagina Facebook e Instagram.
  • In alternativa alle strutture in plexiglass proposte per il distanziamento sociale negli stabilimenti balneari che tanto ha fatto discutere, Obicua, studio di architettura di Milano/Roma, sta realizzando delle cupole in bamboo eco-sostenibili sul modello delle gher, tipiche tende della Mongolia.
    Le tende hanno un diametro di 5 metri, realizzate in bamboo, acciaio e tessuto-non tessuto. Io che ho inorridito quando uscì la prima notizia sui separatori in plexiglass, trovo questa soluzione decisamente interessante, oltre che notevolmente migliore dal punto di vista estetico e della sostenibilità.
  • Hack for Travel: il 1-2 maggio 2020 ho partecipato all’hackaton online per rilanciare il turismo in Italia, organizzato da The Data Appeal, Onde Alte e Destination Makers. Un evento che ha visto ben 1200 innovatori che per 72 ore hanno lavorato in team per sviluppare idee innovative sui settori dell’ospitalità, cultura e musei, tour e destinazioni.
    Io ho avuto il piacere di collaborare con Andrea e Fabio su un progetto di sviluppo sostenibile delle destinazioni basandosi su un modello di comunità che grazie al supporto tecnologico permetta una maggiore ricaduta economica sul territorio riducendo la dipendenza dai grandi colossi e dalle OTA. Purtroppo non siamo risultati tra i finalisti ma l’esperienza è stata indubbiamente interessante!
    Segnalo però il progetto MoVan ideato da un gruppo di studenti della Iulm di Milano, vincitore della categoria Destinazioni, che ha proposto la promozione del turismo di prossimità attraverso un mezzo sostenibile come un van elettrico prenotabile tramite app.
    Spero vivamente che il progetto venga realizzato e di vedere presto i “green” van in giro per l’Italia 🙂

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