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Viaggio in Portogallo, Portugal on the road

La mia prima esperienza on the road in Europa è stata il nostro viaggio in Portogallo, da Porto a Lisbona andata e ritorno in 7 giorni (siamo rientrati su Porto per ridurre sia i costi di riconsegna auto che solitamente sono maggiori se la si lascia in un deposito diverso, sia perché vi erano tariffe volo più vantaggiose su Porto). Un caro amico di Miles ci aveva parlato qualche mese prima con entusiasmo del suo viaggio in Portogallo. Così scegliemmo questa meta come nostro primo viaggio insieme. All’epoca (nel 2011), il Portogallo era una meta piuttosto economica così prenotammo voli, auto a noleggio e pernotti in piccole pensioni. Scoprimmo solo successivamente che metà settembre è un ottima stagione per visitare il Portogallo, soprattutto se, come noi, ci si dirige nella Valle del Douro dove i vigneti sono nel pieno del loro splendore. Partiti con zero aspettative, siamo rimasti piacevolmente stupidi anche dal cibo. Io in particolare che non sono un’amante del baccalà, mi sono ritrovata inaspettatamente a divorare piatti del tipico “bacalhau” leccandomi i baffi. Il mio preferito il Bacalhau à Gomes de Sà cotto in forno con latte e patate.

Porto o Lisbona: quale abbiamo preferito?

Porto o Lisbona? Bel dilemma.

Prima tappa del nostro viaggio in Portogallo è stata Porto e onestamente inizialmente l’abbiamo trovata un po’ in decadenza e con un’aria quasi losca, tipica di molte città portuali. Abbiamo apprezzato la pittoresca passeggiata lungo fiume Cais da Ribeira, ricca di bar e locali.
Sull’altra sponda del Douro si trova invece l’area chiamata Vila Nova de Gaia dove è possibile visitare le cantine del vino Porto.

Siccome quando visitiamo una città non ci facciamo mancare nulla, abbiamo camminato per Porto in lungo e largo, salendo anche sull’imponente ponte Dom Luis I da cui si gode di bei scorci panoramici, e partecipando ad un tour in barca sul fiume Douro dal quale abbiamo potuto apprezzare le caratteristiche facciate dalle tinte pastello.

Porto è una città ricca di storia dove si possono trovare resti di mura medievali, splendide chiese barocche, edifici storici di pregio come la libreria Lello & Irmao risalente all’inizio del Novecento.

Ovviamente il pezzo forte sono gli azulejos, tipiche mattonelle pitturate secondo una tecnica particolare, le più famose in bianco e azzurro, ma esistono anche con tonalità di giallo o verde. Se ne possono trovare vari esempi camminando per I vicoli di Porto, o per esempio all’interno della stazione Sao Bento e la Cattedrale Sé. Ma gli azulejos non sono solo a Porto, potete trovarli per tutto il Portogallo, altri splendidi esempi sono anche al Palazzo di Buçaco, altra tappa del nostro viaggio in Portogallo.

A metà del nostro road trip abbiamo finalmente raggiunto Lisbona, di cui avevamo sentito più volte parlare bene. Come spesso accade quando si hanno delle aspettative alte, si rischia di rimanere delusi. Con questo non voglio dire che non ci sia piaciuta, anzi abbiamo adorato il quartiere di Belem con la torre caratteristica sul fiume Tago e il Padrao dos Descobrimentos , monumento che celebra le grandi scoperte portoghesi, dalla cui terrazza puoi affacciarti sulla gigantesca Rosa dei Venti che adorna la piazza sottostante.

A soli 30 minuti in auto dal centro città abbiamo inoltre visitato il sito Unesco di Sintra, col suo Palàcio National, situato nella piazza principale che presenta due comignoli alti 33m e dove è possibile avere un’introduzione alla storia del Portogallo, oltre ovviamente al celebre Palàcio National da Pena, in stile romantico dei primi del Novecento, circondato da 200 ettari di parco.

Non lontano da Sintra è possibile visitare anche il punto più occidentale sulla terraferma d’Europa, Cabo da Roca, situato su una scogliera 150m a picco sul mare.

Ma torniamo a Lisbona. Abbiamo trovato il centro molto standardizzato alla media delle capitali europee, con negozi di catene internazionali che si affacciano sulla strada principale. In questo senso abbiamo rivalutato Porto che, nella nostra opinione, mantiene un carattere più rustico ma anche più autentico.

In conclusione, sia Porto che Lisbona sono due belle cittadine da vedere. E non dimenticatevi di farci sapere qual’è la vostra preferita 😉

Il Porto non è di Porto: storia del vino fortificato e della Valle del Douro

Sapevate che il vino liquoroso chiamato Porto non è né prodotto a Porto né consumato dai portoghesi?
Le origini di questo prodotto si attestano intorno al XVII secolo quando il Portogallo trasferì la produzione di vino dalla regione di Viana do Castelo (70km a nord di Porto) alla Valle del Douro, alla ricerca di uve più dolci in grado di soddisfare il palato degli inglesi, principali partner commerciali dell’epoca. E’ in questo modo che nascono i vini “fortificati”, ovvero quelli a cui viene aggiunta una piccola percentuale di brandy che ne aumenta il grado alcolico preservando il vino più a lungo, in modo da renderlo adatto ai lunghi viaggi per l’esportazione.

Ci sono più di una dozzina di cantine storiche di Porto localizzate sulla riva sud della città chiamata Vila Nova de Gaia. Noi abbiamo scelto di visitare quella della Offley, fondata nel 1737, semplicemente perché era una marca che conoscevamo.

Qui abbiamo imparato tante curiosità sulla produzione del Porto, oltre ad assaggiare tra le diverse tipologie: ruby(prodotto con uve rosse e invecchiato per anni, caratterizzato da un sapore dolce e fruttato), tawny (invecchiato in botti di rovere per un periodo maggiore), vintage (prodotto solo con le uve migliori dell’annata e invecchiato in botti di rovere prima di passare dai 15 ai 100 anni in bottiglia!).

Tuttavia, nonostante il nome con cui tutti oggi conosciamo questo vino, il Porto non viene prodotto nella città di Porto, ma nella Valle del Douro, un’ampia area di 8,700 ettari situata a circa 2 ore di auto verso l’entroterra, dove, già in epoca romana, il vino veniva prodotto e poi trasportato in città a bordo delle caratteristiche barche chiamate rabelo.
Qui veniva invecchiato prima di essere esportato, principalmente verso Inghilterra e Scozia, i suoi due principali mercati.

La Valle del Douro si suddivide in tre aree di produzione: Baixo Corgo, Cima Corgo e Superior Douro. Noi abbiamo esplorato quest’ultima, dove potete scegliere tra una dozzina di cantine storiche chiamatequintasche offrono visite e degustazioni, alcune anche ospitalità o attività come partecipare alla vendemmia!

Durante il nostro viaggio in Portogallo on the road abbiamo soggiornato alla Quinta de La Rosa, una graziosa cantina a gestione famigliare affacciata sul fiume e a circa 1 km dal paesino di Pinhao.

quinta de la Rosa Douro Valley

La famiglia, originariamente impiegati nel trasporto del Porto, acquistarono la cantina agli inizi del ‘900. Oggi la proprietà copre 55 ettari di vigneti e produce 50,000 litri di Porto di alta qualità. Per nostra sfortuna l’anno che siamo stati lì la vendemmia era stata anticipata a causa di un’estate particolarmente calda, quindi abbiamo perso per pochi giorni la tradizionale pigiatura con i piedi 🙁 Peccato, ma nonostante questo il paesaggio con i vigneti terrazzati che degradano fino al fiume dipinti dai caldi colori autunnali ci sono rimasti nel cuore (così come il Porto, davvero eccezionale, ne abbiamo comprato anche svariate bottiglie da portare a casa 🙂

Portogallo on the road fuori dai circuiti turistici: Buçaco, Coimbra, Tomar e Obidos

Seguendo i suggerimenti del nostro amico Emiliano che era già stato qui un paio di anni prima, abbiamo deciso di guidare da Porto e Lisbona facendo tappa a Buçaco, Coimbra e Tomar.

La foresta nazionale Serra do Buçaco, si trova a circa 1 ora e mezzo in auto a sud di Porto. Si tratta di un giardino botanico dove sono catalogate 700 specie differenti, piantate dai monaci carmelitani tra il 1600 e 1800. L’antico convento è stato purtroppo in gran parte distrutto e la porzione rimasta intatta è stata trasformata nel 1800 nel palazzo della famiglia reale portoghese, oggi convertito in hotel di lusso.

Non distante da Buçaco si trova Coimbra, una graziosa cittadina che ospita una delle università più antiche del mondo, fondata nel 1290, che attrae ancora oggi migliaia di studenti da tutto il Paese.

Qui è possibile visitare la splendida Biblioteca Joanina , costruita su tre piani nel 1700 in stile barocco e oggi custode di più di 300,000 volumi storici.

Uno dei siti che più mi ha colpito durante il nostro viaggio in Portogallo on the road è stato senza dubbio il Convento de Cristo a Tomar, un complesso imponente che si innalza su una collina appena fuori del centro della cittadina. Il complesso fu costruito nel 1160 dai cavalieri templari e successivamente convertito in monastero. Sembrerebbe via siano corridoi sotterranei segreti che collegavano questo sito al centro città in caso di necessità di fuga.
I templari erano all’epoca molto influenti, divenendo spesso anche navigatori e esploratori. Questa storia lunga sette secoli si riflette nella presenza di vari stili architettonici dal romanico al gotico, dal manuelito al rinascimentale. E’ possibile visitare il chiostro con i vari cortili, le vecchie celle dei monaci e le cucine col refettorio.
La parte più spettacolare è stata per noi la chiesetta templare di forma circolare chiamata Charola, un luogo che ci ha lasciato letteralmente a bocca aperta.

Sulla via del ritorno verso Porto ci siamo poi fermati ad Avieiro, un piccola, piccolissima, versione di Venezia con tanto di canali e gondole colorate, popolare in passato per le sue saline di cui però oggi rimane ben poco.

Ultima tappa del nostro viaggio in Portogallo è stata la cittadina medievale di Obidos, protetta dalle sue mura lunghe 1,5 km.

Ci siamo fermati qui per puro caso per sgranchirci un po’ le gambe e abbiamo trovato una piccola chicca, con la via principale su cui si affacciano negozietti artigianali e caratteristiche case bianche dai bordi gialli e azzurri. Un’atmosfera molto diversa dal resto del Portogallo che avevamo visitato fino a quel momento.

Il Portogallo offre molto di più oltre le due città conosciute da tutti di Porto e Lisbona.
Esplorarla in auto è semplice e conveniente, basta sapere che il sistema dei pedaggi è elettronico quindi non troverete caselli come in Italia. Se prendete una macchina a noleggio potete chiedere di avere il dispositivo Via Verde in modo che le vostre spese di pedaggio vengano registrate automaticamente sul conto del vostro noleggio, altrimenti potete comunque pagarlo di persona recandovi ad un ufficio postale in Portogallo entro 5 giorni dalla data del pedaggio semplicemente fornendo il numero di targa. Se invece viaggiate con la vostra auto dall’Italia potete scegliere tra vari metodi di pagamento a questo sito Portugal Tolls .

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