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Cameron Highlands Malaysia off the beaten path

Sarò onesta, non avevamo mai considerato la Malesia per i nostri viaggi finché non abbiamo scelto il Borneo come destinazione per il nostro viaggio di nozze (vuoi conoscere la nostra esperienza di luna di miele eco?).

“Ci devi andare” mi aveva detto qualche mese prima un amico, riferendosi alle Cameron Highlands.
Così quando ci siamo ritrovati a prenotare per il Borneo, visto che tutti i voli facevano scalo inevitabilmente a Kuala Lumpur, abbiamo deciso di fermarci in Malesia per una settimana sul tragitto di ritorno.

Essendo entrambi amanti del tè e del trekking, le Cameron Highlands ci sono sembrate da subito la nostra meta ideale.
Poi cos’altro fare? Beh, essendo una luna di miele è venuta un po’ scontata l’idea di una piccola fuga su un’isola paradisiaca. Sebbene non siamo tipi da vacanze al mare, considerato l’itinerario piuttosto fitto del Borneo, abbiamo optato per tre notti sulla tranquilla Kapas Island.

Cameron Highlands: il paradiso del tè e del trekking

Le Cameron Highlands non si possono propriamente definire una meta fuori dai circuiti turistici, anzi, ultimamente sempre più persone le visitano per ammirare le distese di tè a perdita d’occhio.
Infatti, questo altopiano situato tra i 1100 e 1800 metri slm a circa 300 km dalla capitale Kuala Lumpur, è un vero paradiso per gli amanti del tè e del trekking.

La principale differenza che abbiamo notato tra i visitatori europei e quelli asiatici è che i primi usano principalmente bus locali, dormono in ostello e vengono qui per apprezzare la natura e fare trekking, mentre i secondi viaggiano principalmente in gruppo a bordo di grandi bus e si limitano a visitare i punti panoramici, le sale da tè e le fattorie di fragole.

Noi abbiamo deciso di raggiungere le Cameron Highlands con uno dei tanti bus di linea che partono giornalmente dalla stazione bus di Kuala Lumpur KL Sentral.
Il bus infatti è un’ottima soluzione, spazioso, comodo con i sedili reclinabili, ci impiega circa 3 ore e mezzo ed è economico. Vi sono vari orari a disposizione offerti da diverse compagnie che mi sembravano equivalersi. Si consiglia di acquistare il biglietto almeno il giorno prima visto che alcuni orari sono particolarmente richiesti.
Durante il tragitto è prevista una sosta per le toilette ma non vi è nulla per mangiare quindi premunitevi con cibo e bevande per il viaggio. Inoltre, se soffrite l’auto preparatevi all’ora e 40 minuti di curve che costituisce l’ultima parte del percorso per raggiungere le Highlands.

Le Cameron Highlands sono sei paesini (Ringlet, Tanah Rata, Brinchang, Tringkap, Kuala Terla e Kampung Raja). Noi abbiamo scelto di stare a Tanah Rata sebbene sia la più turistica e sviluppata con un’ampia offerta di strutture ricettive e attività commerciali, principalmente perché avevamo trovato delle passeggiate che ci interessavano che partono direttamente dal paese.
Abbiamo trascorso due notti presso la Father’s Guesthouse, situata a soli due minuti a piedi dal centro in una stradina molto tranquilla. La consigliamo vivamente perché offre camere pulitissime ed economiche (circa 25 euro la doppia al momento in cui scriviamo) e staff disponibilissimo.

Dovete sapere che appena arrivati alle Cameron Highlands ci siamo un po’ preoccupati, innanzitutto per il tempo, visto che stava diluviando e il meteo prevedeva acqua anche per i tre giorni successivi! Infatti, le Cameron sono famose per essere piuttosto uggiose con una media di 2 giorni su 3 di pioggia.
L’altra cosa che ci ha spaventati fu la quantità di bus turistici e turisti che riempivano le sale da tè. Abbiamo infatti scoperto che metà agosto era anche lì periodo di alta stagione.

Nonostante le premesse, la mattina successiva ci siamo svegliati presto col cielo azzurro quindi ci siamo subito messi in marcia.
Il sentiero numero 10 parte a pochi centinaia di metri a sud del paese dalla strada principale all’altezza degli appartamenti H2O (quando siamo stati noi in realtà non era chiarissimo dove agganciarlo visto che c’erano dei grossi lavori di costruzione proprio all’innesto del sentiero).

Cameron Highland trail number 10
Hiking trail number 10 Cameron Highlands

La prima parte è parecchio ripida e fangosa, dotata di un tubo di gomma al quale potete aggrapparvi per non scivolare, tuttavia le scarpe da trekking sono indispensabili!

Dopo aver camminato un’oretta nel bosco e tra grandi orti terrazzati, si scorgono i primi villaggi dei raccoglitori di tè per poi ritrovarsi completamente immersi nelle piantagioni.

E’ stato stupendo poter camminare tra le piante di tè soprattutto perché eravamo completamente soli! E sì, anche nei luoghi turistici infatti è sempre possibile trovare qualche angolino poco battuto 🙂

Da qui si accede alle piantagioni della Cameron Valley Tea , la seconda più grande della Malesia con un’area che copre 1600 acri. Questa piantagione, fondata da una famiglia di indiani nel 1933, è oggi una delle più commerciali e conta infatti ben otto società.
Per noi è stato divertente emergere dalle piantagioni tutti sporchi di fango mentre incrociavamo centinaia di turisti (principalmente asiatici) che si dirigevano a piedi o a bordo di trenini elettrici verso il punto panoramico situato a poche centinaia di metri dall’ingresso (da notare che se accedete dalla strada principale fanno pagare anche una sorta di biglietto!).
Dopo aver acquistato un po’ di tè ci siamo avviati sulla strada asfaltata per rientrare al paese (circa 3,5 km) ma dopo poco tempo una coppia di locals si accosta e ci offre un passaggio. Ne siamo rimasti piacevolmente sorpresi e abbiamo avuto conferma dell’impressione già avuta che i malesi sono un popolo molto cordiale e disponibile.

Visto che ci eravamo risparmiati un po’ di fatica abbiamo pensato bene di recuperare facendo un altro sentiero il pomeriggio, questa volta una cosa molto semplice. Il sentiero numero 4 infatti parte dal centro di Tanah Rata e, costeggiando il fiume, conduce ad una piccola cascata.

Cameron Highland hikinh trail number 4

Dopo la piacevole passeggiata ovviamente non potevamo non viziarci con la tipica merenda a base di tè e scones (dolcetti tradizionali inglesi tipo panini dolci serviti con crema e marmellata) presso il Lord’s Café, un piccolo bar situato al primo piano sulla strada principale. Non aspettatevi una sala da tè lussuosa, al contrario è una struttura piuttosto semplice e self-service (si ordina e paga alla cassa e si ritira il proprio ordine visto che non si effettua servizio al tavolo). Tuttavia, gli scones sono davvero buoni, persino migliori di quelli che abbiamo assaggiato alle sale da tè direttamente alle piantagioni, per di più sono meno costosi e con la marmellata fatta in casa 🙂

Tea and scones Cameron Highlands

Per quanto riguarda invece il cibo, a Tanah Rata c’è una ampia selezione di ristoranti internazionali tra cui scegliere. Il nostro preferito è stato Singh Urban Restaurant, un piccolo ristorante indiano in una traversa della via principale. Tenete presente che non accetta prenotazioni quindi si consiglia di andare sul presto visto che quando apre alle 18:30 c’è già la fila!

L’ultimo giorno non avevamo molto tempo a disposizione per camminare visto che l’autobus per rientrare a Kuala Lumpur partiva all’ora di pranzo, così abbiamo preso un taxi per andare a visitare le BOH Tea Plantation (fate attenzione che ce ne sono due che si chiamano uguali, una a nord e una a sud. Quella “originale” e meno turistica è quella situata a Habu a circa 30 minuti di taxi).

Le piantagioni BOH furono fondate nel 1929 da una famiglia scozzese e con i loro 3600 acri sono le più antiche e grandi del sud-est asiatico. Inoltre, sono le uniche dove è possibile visitare la fabbrica del tè.

Tea Boh plantation Cameron Highlands

A noi sono piaciute un sacco. Siamo arrivati presto prima delle 9 quindi siamo riusciti a salire al punto panoramico completamente soli, da dove si gode un panorama mozzafiato su questa distesa infinita di tè. Alle 9 colazione presso la sala da tè e alle 9:30 breve visita gratuita della fabbrica durante la quale ci hanno illustrato il processo di produzione del tè che consta in 16 ore e vari procedimenti dalla pulitura, essiccazione a 140 °C, fermentazione, suddivisione delle foglie al packaging che avviene invece in città.

Non siamo soliti comprare souvenir quando viaggiamo ma qui non potevamo trattenerci e siamo rientrati a casa con ben 5 kg di tè 🙂
Se venite in questa zona sappiate che nelle Cameron Highlands si produce solo tè nero, quindi se vedete del tè verde in giro sappiate che viene importato dalla Cina (ciò non vuol dire che non sia buono, ma semplicemente non è prodotto qui).

Che dire, abbiamo passato solo 2 giorni e mezzo alle Cameron ma sono bastati per farcene innamorare, passeggiare tra i filari di tè e riempirsi gli occhi di questi panorami verdissimi sono stati decisamente uno dei ricordi più belli del nostro viaggio di nozze.

Perenthian Islands? No, Kapas!

Chi ci conosce sa che non siamo soliti organizzare vacanze al mare. Non perché non ci piaccia, anzi l’acqua è decisamente l’elemento di entrambi, ma diciamo che preferiamo destinazioni più attive e avventurose. Questa volta però abbiamo fatto un’eccezione per dedicarci qualche giorno di relax dopo una luna di miela piuttosto impegnativa.

Quando iniziai a fare ricerche sulle destinazioni mare della Malesia, tutti parlavano delle Perenthian Islands. Per questo motivo, da bravi anticonformisti, abbiamo deciso di non andare lì 🙂
Sono indubbiamente delle isole bellissime, ma noi preferiamo mete meno battute, così abbiamo scelto di andare a Kapas Island, un’isola più piccola non lontana da Kuala Terengganu (il jetty si trova a 40 minuti di taxi dall’aeroporto e da lì solo 15 minuti di water taxi).

Kapas Island era esattamente quello di cui avevamo bisogno per concludere in bellezza: acqua cristallina, lunghe spiagge deserte dove camminare al tramonto, nessuna attività commerciale se non una manciata di resort e, soprattutto, poche decine di viaggiatori che vengono qui per rilassarsi e godersi il mare (decisamente non la meta adatta per chi vuole far festa!).

Kapas Island beach

Noi abbiamo soggiornato al Turtle Valley Resort che si trova nella parte sud dell’isola in una caletta esclusiva ed offre solo 7 bungalow e camere vista mare.
I punti forti sono indubbiamente la spiaggetta privata, la brezza che rende i pomeriggi afosi più sopportabili rispetto all’altra parte dell’isola, l’ottimo cibo del ristorante. Tuttavia, le camere sono piuttosto basic (e umide) e il servizio in generale lascia un po’ desiderare se si considera che è una delle strutture più costose sull’isola.

Cosa fare a Kapas Island per chi come noi muore di noia dopo mezza giornata a prendere il sole? 🙂

1- Appena arrivati ci siamo subito buttati in mare a fare un po’ di snorkeling per ambientarci (attrezzatura fornita gratuitamente dal resort).


2- Ogni sera “svalicavamo” l’impervia scalinata che portava sull’altro lato dell’isola per fare lunghe passeggiate al tramonto sulla spiaggia, molto romantico.


3- Ci siamo avventurati in kayak per circumnavigare l’isola (sono solo 4 km quindi li si fa in meno di due ore). La parte est è molto selvaggia e rocciosa, la parte nord è la più bella con spiagge deserte perché difficili da raggiungere a piedi a causa della caduta di un paio di ponti e passerelle. Inoltre, ci sono dei bei tratti di barriera corallina (il corallo a dire il vero è quasi tutto morto ma ci sono comunque un bel po’ di pesci colorati, pesci siluro, nemo e tridacne).

4- L’ultimo giorno abbiamo raggiunto a piedi la spiaggia più a nord, Long Beach da dove avevamo intenzione di nuotare fino al resort seguendo la barriera corallina ma purtroppo un’invasione di meduse ci ha costretti a tornare a piedi. Abbiamo comunque fatto snorkeling nella nostra spiaggia dove, per fortuna, vi erano meno meduse e abbiamo visto almeno 6/7 squali! Purtroppo nessuna tartaruga, sebbene questa zona sia famosa proprio per l’avvistamento di questi dolci animali (da cui anche il nome).

Così termina la nostra avventura a Kapas Island, che raccomandiamo senza dubbio a chi è in cerca di un’isola poco turistica dall’ atmosfera riservata, tenendo però a mente che non siamo in Thailandia o alle Maldive 🙂

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