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triscina sicilia

Questo articolo rientra nell’iniziativa “Viaggiare a km0: i luoghi del cuore per una gita fuori porta” a cui contribuiscono diversi blogger italiani con l’intento di raccontare i propri luoghi del cuore a km0 e stimolare altri viaggiatori a scoprire le bellezze vicino casa.

(Photo credit: foto di copertina by @roxspina)

Mi presento, mi chiamo Rosa ma preferisco farmi chiamare Rose.
Sono nata e cresciuta in Piemonte, sul Lago Maggiore, in un piccolo paesino che si chiama Vezzo. Un’isola felice dalla quale periodicamente sento il bisogno di scappare, perché non amo stare ferma, mi fa sentire in gabbia, come racconto nel mio blog La Rose Around the World.

Il mio viaggio a Km0 è un po’ diverso da tutti gli altri, perché il mio posto del cuore non è in Piemonte ma nella mia tanto amata Sicilia.
Questo amore è nato grazie alla mia mamma (che si è sposata un bel siciliano) e al mio papà, siciliano DOC, venuto al nord per motivi di lavoro e restato qui perché ha sposato una bella piemontese.

La prima tappa del mio viaggio a Km0 è a Triscina, alla strada 5, al Lido Mokambo.

Siamo ai piedi del parco archeologico di Selinunte, in una spiaggia semplicissima, dove l’acqua è bella fresca e la corrente ogni tanto porta delle “profumatissime” alghe.
Qui ho passato e passerò tutte le estati della mia vita, perché su quei granelli di sabbia ho dei ricordi davvero speciali, ho conosciuto persone meravigliose, sono andata ai miei primi concerti rap e reggae, ho mangiato il miglior pane, panelle e crocchè dallo Zio Turiddu e la migliore broscia con la granita…quella vera!!

spiaggia triscina

La seconda tappa del mio viaggio a Km0 è al Parco Archeologico di Selinunte.

Selinunte, si trova a 15 km da Triscina. Il suo nome deriva dal prezzemolo selvatico (selinon) che cresceva e cresce ancora vicino alla foce dell’omonimo fiume.
Il parco archeologico è stato istituito nel 2013 e rappresenta uno dei più grandi e straordinari parchi archeologici del Mediterraneo.

Qui possiamo individuare 7 aree distinte:
1) Acropoli
2) Collina di Manuzza
3) Collina Orientale
4) Collina della Gaggera
5) Quartiere Artigianale
6) Battistero Bizantino
7) Cave di Cusa

selinunte

(Photo credit: @elianastrangeartema)

E’ aperto dalle 9:00 alle 17:00. Il costo del biglietto intero è di 6 euro mentre il ridotto viene 3. La prima domenica del mese, l’ingresso al parco è gratuito.
Le Cave di Cusa, un banco roccioso scavato dai Selinuntini per costruire i templi, sono visitabili solo su prenotazione.

La terza tappa del mio viaggio a Km0 è a Torretta Granitola.

La località, a 15 km da Triscina, prende il nome dalle sue due torri che avevano la funzione di segnalare la presenza di navi sospette mediante segnali di fuoco e di fumi.
La prima torre, detta anche “Torretta di Mazara” di forma cilindrica, venne costruita con pietre tufacee informi, pavimenti in cotto ed una scala esterna in muratura per andare al piano superiore.
La seconda, vicinissima al mare, è detta “Sorello“, dal nome del promontorio “Saurello” oggi detto Granitola, e tramandata con il nome di “antico faro”. E’ a forma di tronco di cono con la volta a botte anulare.

Qui troviamo l’ Approdo dei Saraceni, un lido che sorge sugli scogli del mare. Un posto unico, accompagnato da buona e sana musica reggae.

apprododeisaraceni_rosa

Poco più avanti troviamo il golfo di “Puzziteddu”, situato tra Capo Granitola (Faro) ed una scogliera a mare “Puzziteddu” (Tre Fontane), subito dopo la spiaggia del Villaggio Turistico Kartibubbo.
Qui, sia l’estensione della spiaggia che il vento, rendono Puzziteddu il posto ideale per surfers e kiters. Due estati fa, proprio qui ho preso le mie prime lezioni di kite.

La quarta ed ultima tappa del mio viaggio a Km0 a Triscina è l’antica tonnara.

La tonnara di Torretta-Granitola è stata una delle più floride ed importanti del Mediterraneo. Il tonno che veniva pescato era il più grosso perché giungeva alla fine del suo migrare.
Il lavoro dei tonnarotti iniziava in aprile quando venivano poste in mare una serie di reti che potevano raggiungere anche i 4 o 5 km. A maggio, dalle tonnare, partivano le barche che agli ordini del Rais partecipavano alla mattanza.
Questo tipo di pesca va scomparendo a causa della diminuzione dei tonni, ma soprattutto a causa della pesca di tipo industriale che intercetta i banchi di tonni molto prima che questi si avvicinino alle zone costiere.

Ho altri posti del cuore qui in Sicilia, ma un articolo è davvero troppo poco per poterveli raccontare tutti. Seguitemi quindi su Instagram e vi porterò con me nella mia Sicilia.

Rose

pin triscina

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