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atacama desert chile

Da quando ho iniziato a viaggiare alla scoperta del mondo, sono sempre stata naturalmente attratta dall’Oriente. Dopo due anni vissuti in Australia (leggi della mia esperienza downunder, dove ho viaggiato in lungo e in largo, ogni volta che mi sono trovata a scegliere una destinazione, inevitabilmente mi ritrovavo in Asia. Con questa premessa coglie quindi inaspettati vedere un articolo sul Cile!
Infatti, ignoravamo totalmente questo Paese e mai l’avremmo considerato per un viaggio se non fosse stato per i nostri cari amici Elisa e Ian che ci hanno invitati al loro matrimonio a Santiago (non per sfizio, ma perché Ian è originario di lì 🙂 Ed ecco che inaspettatamente ci siamo ritrovati ad organizzare un viaggio in Cile tra il Deserto di Atacama e Santiago. 

Non conoscendo nulla di questa destinazione, abbiamo chiesto consiglio alla famiglia di Ian che ancora vive in Cile, e seguito il suggerimento di una delle sorelle di visitare la settimana prima del matrimonio il deserto di Atacama, nel nord del Paese.
Che scoperta!

Dopo il matrimonio abbiamo proseguito con qualche giorno on the road alla scoperta della Casablanca valley, Valparaiso e le Ande dietro Santiago, facendo il pieno di ricordi bellissimi di un Paese che mai avremmo immaginato visitare.

La bellezza inaspettata del Deserto di Atacama

Da Santiago abbiamo raggiunto con la compagnia aerea nazionale LAN (oggi diventata LATAM), Calama, la capitale mondiale del rame abitata principalmente da minatori.
Noleggiata un’auto ci siamo diretti a San Pedro, un piccolo centro abitato sull’altopiano di Atacama a circa 2400 metri slm.

Il paese di per sé non offre grandi cose, ma è la base ideale per esplorare la zona e vi si trovano tutti i servizi essenziali come bancomat, farmacia, agenzie viaggi dove acquistare tour per il deserto di Atacama e un’ampia scelta di bar e ristoranti.

Siamo stati 4 notti in una guesthouse piuttosto basic ma tranquilla e poco costosa situata a 1 km dal centro chiamata Hostal Candelaria.

A parte il tour ai geyser non avevo pianificato tutto l’itinerario come mio solito, abbiamo quindi deciso giorno per giorno in base alle informazioni raccolte in loco tramite info point, brochure e con l’aiuto della guida Lonely Planet.

Cosa vedere nel deserto di Atacama: Lagune, fenicotteri e vulcani

Laguna Cejar, fenicotteri e in acqua a pancia in giù

Trovato poche righe in una brochure che parlava della Laguna Cejar, ci siamo incuriositi e abbiamo deciso di andarci come prima tappa sperando fosse una destinazione poco turistica.

Il paesaggio è semplicemente strepitoso con un contrasto vivido tra il turchese intenso del lago, le croste di sale bianche che riflettono al sole e il rosa dei fenicotteri che sembrano danzare sull’acqua. Questa è stata la prima immagine che abbiamo impresso nella mente di questo luogo straordinario.

Laguna Cesar Chile
flamingoes atacama desert

C’erano solo un paio di altri visitatori oltre a noi (forse perché siamo arrivati poco prima dell’apertura del sito alle 10) o perché novembre in Cile risulta fuori dalla stagione turistica, fatto sta che siamo riusciti ad approfittare della laguna tutta per noi.
Notato che vi erano delle docce, abbiamo capito quello fosse anche un posto dove si poteva fare il bagno, così nel giro di pochi minuti Miles era già in costume diretto verso la laguna più piccola, che per nostra sorpresa si è rivelata una sorta di Mar Morto in miniatura! Proprio così, a causa dell’elevata concentrazione di sale è infatti possibile galleggiare senza alcuno sforzo, persino a pancia in giù 🙂

floating at Laguna Cesar Chile

Ovviamente si raccomanda di tenere gli occhi chiusi e sciacquare il viso con acqua abbondante perché sarete ricoperti da una crosta di sale piuttosto fastidiosa, ma non preoccupatevi perché il sito è ben attrezzato con docce, bagni e cabine per cambiarsi.

In compenso, non vi era traccia di alcun bar o ristoro (altrimenti che deserto sarebbe?!), per fortuna eravamo stati previdenti (per esperienza, visto che quando ho fame divento una iena 🙂 e ci eravamo portati dei panini e della frutta. In seguito abbiamo preso l’abitudine ogni mattina di comprare al mercato o al piccolo alimentari vicino la guesthouse, pane, pomodori, formaggio e avocado con cui improvvisavamo dei pranzi leggeri in qualsiasi luogo ci trovassimo.

Toconao, un’oasi nel deserto

Non lontano dalla Laguna, dalla strada si scorge un’oasi verde nel mezzo del deserto arido color ocra. Incuriositi ci siamo fermati per una passeggiata a Toconao, un antichissimo insediamento risalente a 11000 anni AC che presenta delle abitazioni basse in pietra vulcanica. Oggi vi abitano non più di 700 persone che vivono per lo più di artigianato, coltivazione di frutta e lavoro in miniera.

Vulcani e lagune Miscanti e Miniques

Avevamo letto nella nostra guida che il deserto di Atacama è punteggiato di vulcani e lagune che offrono paesaggi spettacolari, così abbiamo scelto di andare al Vulcano Miniques, in realtà un complesso di vette e crateri che troneggiano su una doppia laguna intervallata da una lingua di lava: le lagune Miscanti e Miniques situate a 4100 metri slm.

Per fortuna la strada è stata clemente visto che avevamo optato per una semplice utilitaria anziché un 4×4, tuttavia è bene prestare attenzione perché è piuttosto disconnessa.

Siamo arrivati nel pomeriggio e non c’era nessuno a parte noi, il modo migliore per godersi un panorama davvero particolare dove l’aridità del deserto incontra l’acqua blu smeraldo delle lagune.

minique and miscanti volcanoes

Tenete presente che anche se non ci si accorge, si sale a 4000 metri quindi l’aria si fa più fresca ed è bene avere qualcosa di caldo da indossare e preferibilmente una giacca anti-vento!

Cosa vedere nel Deserto di Atacama: El Tatio geyser

L’unica escursione che avevamo prenotato era quella ai geyser El Tatio in quanto avevo letto sulla guida essere un posto piuttosto turistico. Per il tour abbiamo scelto Cosmo Andino e ci siamo trovati molto bene!

Siccome i fumi dei geyser sono meglio visibili nelle prime ore del mattino, l’appuntamento per il pick up era alle 4:30 in modo da poter raggiungere il sito prima dell’alba. Se soffrite l’auto munitevi di braccialetti, caramelle e tutto quel che avete perché la strada è piuttosto tortuosa, per di più al buio.

Per fortuna, avevo letto da varie recensioni che a quest’ora la temperatura è molto bassa anche sotto zero, il ché potrebbe cogliere impreparato chi abituato ai 35 gradi di San Pedro non realizza che El Tatio è il complesso geotermale più “alto” al mondo, si trova infatti a 4300metri slm.

La parte divertente è che quando siamo saliti sul minibus i nostri compagni di tour erano tutti bardati con giacche e cappelli di lana mentre io e Miles ci siamo tolti tutto per non soffrire poi il contrasto una volta scesi dal pulmino.
Non ci aspettavamo però che una volta giunti a destinazione avrebbero aggiunto un altro livello di vestiti mettendo un’altra giacca e doppia mandata di guanti! In effetti, faceva parecchio freddo, -9 °C appena arrivati, e mentre visitavamo a piedi il parco formato da 64 geyser fumanti.

El Tatio geysers

L’unico “errore” dell’itinerario a nostro avviso è stato il far colazione mentre il sole sorgeva prima di buttarsi nelle piscine termali, dove l’acqua dei geyser fumante a 80°C si mescola con quella che sgorga gelida dalle montagne. Infatti, a meno che non ci si posizionava in prossimità di dove l’acqua fuoriesce, la temperatura nella piscina è di 24 °C, un po’ misera se si considera che la temperatura esterna può essere ancora sotto lo zero!
Per farla breve? Noi non ci fermiamo davanti a nulla, perché di fronte alla domanda “Quando ci ricapita” la risposta è sempre la stessa.

Purtroppo però io che soffro di stomaco debole, mi sono ritrovata un’ora più tardi svenuta sdraiata nella corsia centrale del pulmino a causa di una congestione con un paramedico spagnolo del nostro gruppo che mi reggeva i piedi 🙂

Poco male visto che eravamo già sulla strada del ritorno, se non fosse che, a causa del malessere, ho preferito non scendere dal pulmino all’ultima tappa che Miles mi ha poi descritto come il punto forte della giornata 🙁
Non preoccupatevi, non me lo sono persa per davvero…

Cosa vedere nel Deserto di Atacama: Salar de Atacama, Guatin e la Valle della Luna

Il lago salato e fenicotteri della Laguna de Chaxa

Laguna de Chaxa si trova nel settore orientale del lago salato di Atacama che copre una superficie di 320,000 ettari. La laguna si divide in diversi laghi dove puoi camminare tra piccoli sentieri che attraversano le croste di sale da cui è possibile scorgere decine e decine di fenicotteri (se ne contano circa 4000 in questa zona divisi in 3 specie: Andino, Cileno e James).

Guatin, un’oasi verde di cactus giganti

Inutile dire che sentendo l’entusiasmo di Miles dopo aver visitato Guatin al rientro dai geyser ero rimasta molto delusa di non essere riuscita ad andarci. Miles, preso da compassione, ha così deciso di prendere la macchina e portarmici il giorno seguente. Per fortuna è dotato di un senso dell’orientamento eccezionale perché il sito non era per nulla indicato e abbiamo parcheggiato in uno slargo della strada da cui non si scorgeva minimamente quel che ci attendeva di lì a poco.
Guatin è un’oasi verde totalmente inaspettata, dopo pochi minuti a piedi dalla strada principale si apre infatti un canyon attraversato da un fiume costeggiato da tantissimi cactus, alcuni davvero giganti, sembra quasi di stare in Arizona ! (non me ne vogliano gli americani, non sono mai stata in Arizona che immagino per dimensioni ed estensione non avere nulla a che vedere, ma per me che l’ho vista solo nei film questa è la prima immagine che mi è venuta in mente 🙂

Un’altra sorpresa in quel di Atacama, a soli 40 minuti in auto da San Pedro.

Guatin Chile
  • Guatin Chile

Rientrati all’ostello all’ora di pranzo con una temperatura che sfiorava i 38 °C senza un filo d’aria, le strade deserte perché tutti a quest’ora sono in fase “siesta”, ci siamo finalmente presi un po’ di tempo per rilassarci su un’amaca.

relax in the Atacama Desert
Tramonto nel paesaggio lunare della Moon Valley

Dopo la siesta abbiamo deciso di andare finalmente a vedere il tramonto nella rinomata Moon Valley (Valle della Luna, appunto così chiamata per il paesaggio lunare).

E’ possibile ammirare il calar del sole dipingere questo bellissimo canyon da diversi punti panoramici lungo la strada principale che connette San Pedro a Calama (a soli 10 minuti di auto da San Pedro). Esiste anche un’ingresso in basso per visitare la Valle della Luna a piedi o in bici, che però è consigliato la mattina quando è ancora fresco, mentre per il tramonto è meglio sedersi e ammirarla dall’alto.

Moon Valley Chile
Sunset Moon Valley Chile

Dall’altro lato della strada si apre invece un’altra vallata altrettanto bella chiamata Valle della Muerte (lo so, nome non troppo invitante!), per chi avesse più tempo per perdersi ad esplorare queste zone.

valle della muerte chile

Cosa vedere nel Deserto di Atacama: Area archeologica di Tulor

Prima di lasciare San Pedro per rientrare a Santiago, abbiamo fatto sosta a Tulor, il più antico insediamento archeologico del Nord del Cile risalente al 800 A.C.

Gli scavi archeologici mostrano chiaramente la struttura pre-colombina dell’insediamento che era caratterizzato da una serie di capanne circolari comunicanti tra loro. A causa dell’usura provocata dal tempo e dagli agenti atmosferici oggi ne sono visibili solo le fondamenta, mentre delle riproduzioni delle capanne mostrano come la struttura apparisse originariamente.

Il sito è gestito dalla comunità indigena Coyo che si occupa della sua preservazione.

Tulor village Chile
Tulor village Chile

I vini biodinamici di Casablanca Valley

Dopo il matrimonio di Elisa e Ian abbiamo continuato con un breve viaggio on the road verso la Costa Orientale del Cile. Lungo il percorso abbiamo fatto tappa nella valle di Casablanca, conosciuta localmente per i suoi vini, soprattutto bianchi. Abbiamo scelto di visitare la cantina Emiliana winery incuriositi dalla produzione di vini biodinamici.

Cos’è un vino biodinamico?

Si tratta di vini prodotti secondo l’agricoltura biologica con nessun uso di pesticida o fertilizzanti sintetici, sfruttando il solo intervento di agenti naturali per dar vita a prodotti bilanciati e salutari.

Come funziona l’agricoltura biodinamica?

1- Galline che scorrazzano liberamente nel vigneto per fertilizzare e che vengono spostate da una zona all’altra con l’ausilio di piccole casette di legno su ruote.

Emiliana chicken hut Chile
Emiliana winery Casablanca Valley Chile

2- Varietà di piante e erbe aromatiche intervallano i filari per creare un’ecosistema bilanciato che consenta una crescita salutare dell’uva.

3- Grossi ventilatori che irradiano aria calda tra i filari quando le temperature calano eccessivamente durante la notte per garantire un clima idoneo alla maturazione.

Risultato? Vini eccezionali e naturali. Ne abbiamo assaggiati 4 differenti, sia rossi che bianchi, accompagnati da una selezione di formaggi, invidiataci da tutti gli altri partecipanti che avevano scelto di degustare solo il vino, principianti 🙂

wine tasting Emiliana winery Casablanca Valley

Valparaiso, un amore (non) a prima vista

Valpo, come viene chiamato affettuosamente dalla gente del posto, è una cittadina portuale 120 km a nord-ovest di Santiago. In passato ha vissuto un periodo florido essendo tappa intermedia nelle rotte commerciali tra il Cile e il Nord America, divenendo il secondo porto più importante del Paese. Il declino fu segnato dall’apertura del Canale di Panama, che ha provocato un progressivo cambio delle rotte navali.
Per contrastare il degrado in cui stava cadendo Valparaiso, la città è entrata nella lista Unesco dei siti di Patrimonio Mondiale, aiutando a preservarne i palazzi storici.

Prima di arrivare non ci eravamo resi conto che Valpo non è una piccola località di mare, bensì una città che si sviluppa su vari cerros (colline). Arrivati senza l’ombra di un gps né mappa, abbiamo cercato il nostro b&b chiedendo ai passanti per strada, un po’ come si faceva una volta, per fortuna nuovamente lo spiccato senso di orientamento di Miles ci è corso in aiuto.

Abbiamo passato 2 notti al El Mirador, un b&b molto grazioso e ben decorato con una vista deliziosa sulla baia. Appena arrivati abbiamo lasciato i bagagli e ci siamo diretti al centro dove però siamo rimasti un po’ sconcertati. La maggior parte dei Cileni con cui avevamo parlato ci aveva infatti descritto Valparaiso con entusiasmo e come una meta imperdibile, quello che ci siamo invece trovati di fronte era un panorama urbano piuttosto degradato in cui facevamo onestamente difficoltà a scorgere del bello.

Valparaiso Chile
Valparaiso Chile

Un po’ delusi siamo rientrati al b&b e dopo cena ci siamo seduti sul terrazzino panoramico con una tazza di tè e una coperta sulle spalle. Guardando le luci scintillanti del porto abbiamo provato a capire cosa fosse andato storto. Possibile non riuscissimo a vedere quel che gli amici cileni ci raccontavano come una cittadina vibrante e interessante?

Ma noi non ci scoraggiamo facilmente, così il giorno seguente abbiamo deciso di riprovarci. Per fortuna in camera avevamo trovato la brochure di un tour guidato gratuito di Valparaiso, abbiamo pensato fosse l’occasione perfetta per farci “aiutare” nel leggere questo luogo per noi non facile da capire.

Tours 4 Tips è una compagnia che propone tour guidati a piedi in 3 città del Cile (Santiago, Valparaiso and Vina del Mar), anziché chiedere un prezzo prefissato i partecipanti sono liberi di lasciare una mancia al termine del tour (non obbligatoria). Non serve prenotare quindi ci siamo presentati al punto di ritrovo dove abbiamo subito individuato le nostre guide vestite da Wally, protagonista di un gioco-fumetto in cui si deve individuare appunto Wally con la sua maglietta a righe bianco e rosse, nascosto in disegni molto affollati. Ci è scappato subito da ridere perché non solo conoscevamo il fumetto, ma in ogni meta dove andiamo ci divertiamo a fare foto di Miles che spunta seminascosto nel paesaggio proprio come Wally, quindi ci siamo subito sentiti a nostro agio.

spot Wally Tours for tips Valparaiso

Miles che gioca a fare Trova Wally cn la nostra guida Ignazio

Tours for tips Valparaiso

Chris – Tour 4 tips

Tornando al tour, lavoro da anni nell’ambito dell’organizzazione viaggi e tour guidati ho sentito spesso ultimamente guide lamentarsi del dilagare, soprattutto nelle città popolari, di questi tipo di tour “gratuiti”, accusandoli di concorrenza sleale e svalutazione della professionalità di guida. Devo ammettere che a noi in questa situazione ci ha salvato il weekend trasformando totalmente la nostra percezione di Valparaiso.
Devo riconoscere che le guide erano molto preparate e simpatiche, il tour organizzato alla perfezione per la durata, tappe incluse e momenti “sorpresa” (non ve li svelo per non rovinarvi il tour in caso decidiate di seguirlo 🙂 Credo che alla fine incassino la giusta cifra perché al termine del tour eravamo tutti stracontenti e abbiamo lasciato delle buone mance.

Curiosità e attrazioni di Valparaiso

murales Valparaiso
elevator Valparaiso
  • Murales: una delle principali attrazioni della città è indubbiamente la sua street art. Vi sono infatti più di 200 murales e graffiti che decorano una cittadina già molto colorata, rendendola un museo a cielo aperto. Se ne possono trovare un po’ ovunque ma i quartieri con la maggior concentrazione sono Cerro Alegre, Cerro Concepciòn e Cerro Bellavista.

  • Ascensori: Valparaiso si adagia su ben 42 cerros (nome che identifica “colline” in spagnolo), non stupisce quindi che vi siano numerosi ascensori urbani, o meglio funicolari, per alleviare il continuo sali e scendi ai suoi abitanti. Alcuni sono pure storici, come l’ Ascensor Concepciòn, di fine 1800.

  • Gara downhill urbana in mtb: sapevate che le ripide stradine cittadine di Valparaiso ospitano ogni anno una delle gare di downhill più adrenaliniche che ci sia? Guarda il video Red Bull Cerro Abajo

  • Casa Museo di Pablo Neruda: Pablo Neruda era un poeta cileno degli inizi ‘900. Sebbene non fosse originario di Valparaiso, comprò qui una casa chiamata La Sebastiana situata sul colle Cerro Florida, oggi trasformata in un Museo aperto ai visitatori.

  • Alfajores: dolcetti tipici fatti con cialde ricoperte di cioccolato e caramello, una delizia che avevo avuto la fortuna di assaggiare già quando Ian veniva a trovare Elisa in Italia e ne portava sempre un pacchetto con sé. Tuttavia quelli artigianali che abbiamo mangiato a Valparaiso sono tutta un’altra storia! Non posso svelarvi l’indirizzo esatto del piccolo laboratorio che li produce, nascosto tra le viette del centro. Noi ci siamo stati insieme ai ragazzi di Tours 4 Tips, quindi vi consigliamo di fare altrettanto per scoprire non solo questi dolcetti ma anche la storia affascinante e la street art di Valpo 😉

 

Trekking nelle Ande: El Morado Monument, ghiacciai e terme naturali

Essendo appassionati di montagne e trekking, non potevamo andare in Cile senza fare una capatina sulle Ande. Avendo però poco tempo durante questo viaggio, abbiamo optato per un tour giornaliero con la compagnia di ecoturismo Eco Chile (non metto alcun link perché purtroppo non li raccomando) per vedere la Maipo Valley, circa 100 km da Santiago.

La nostra guida ci è passato a prendere con un 4×4 in centro città dove eravamo ospitati da Tami, una delle sorelle di Ian. L’inizio già non prometteva nulla di buono mostrando da subito la scarsa organizzazione e professionalità della nostra guida. Dovevamo infatti passare a prendere un’altra partecipante al tour, una ragazza belga che alloggiava dall’altra parte della città ma nella direzione opposta rispetto a dove dovevamo andare, così abbiamo perso più di un’ora bloccati nel traffico mattutino di Santiago. In tutto ciò io, su suggerimento degli amici “locals” avevo bevuto un tè mate de coca che avrebbe dovuto aiutarmi nel camminare ad alta quota, peccato però che ha iniziato a far effetto mentre eravamo ancora in macchina provocandomi una lieve tachicardia che ha reso la situazione ancora più bizzarra, per lo meno l’abbiamo presa a ridere.

Raggiunta finalmente la nostra destinazione, a dire il vero ci siamo avvicinati molto di più in auto visto il ritardo accumulato a causa di una tappa per ritirare soldi e far benzina e una seconda per comprare il pranzo, ci ritroviamo in una lieve tempesta di neve del tutto inaspettata in questa stagione dell’anno! Infatti, teoricamente novembre in Cile corrisponde alla nostra primavera e le foto che avevo visto sul sito dell’agenzia mostravano verdi pascoli e laghi, non distese di neve e vento gelido!
Nonostante l’abbigliamento non troppo adeguato e la condizione atmosferica sfavorevole, abbiamo comunque camminato fino a raggiungere un ghiacciaio a 2500 metri slm.

el morado glacier Chile
Andes hike Chile

Diciamo che non è stata esattamente la giornata che ci eravamo prospettati ma, visto che ci piace trovare sempre il lato positivo delle cose, alla fine è stato interessante vedere le Ande così diverse dagli Appennini e Apuane a cui siamo abituati vicino casa.

La tappa sulla via del ritorno alle Termas Valle de Colinas hanno decisamente migliorato l’andamento del tour. Riscaldarsi infatti nelle sue 7 piscine naturali all’aperto con una temperatura che va dai 35 ai 55 °C (delle vere terme rispetto a quelle tiepide di El Tatio) con condor che volteggiano sopra la tua testa, è stata una bella esperienza. Il sito è ben organizzato con bagni e cabine per cambiarsi. E’ anche possibile per chi lo desidera campeggiare, ma tenete presente che sembra essere un’attività piuttosto popolare tra la gente del posto, sebbene quando siamo stati noi non vi fosse praticamente nessuno, forse complice il meteo ancora non troppo favorevole.

termas de colinas

Matrimonio internazionale in Cile

Ho conosciuto Elisa al primo anno di università a Milano ma la nostra amicizia si è senza dubbio consolidata durante il mese di studio che abbiamo condiviso a Dublino. Qualche tempo prima Elisa aveva passato un semestre di Erasmus in Germania dove aveva conosciuto Ian, dando vita ad una delle storie più romantiche che io conosca. Nonostante le prime rimostranze dei genitori di lei per un ragazzo che non conoscevano e proveniente dall’altro capo del mondo, la loro relazione ha resistito negli anni fino a portarli finalmente di nuovo insieme in Germania, dove ormai vivono da tanti anni.

Quando ci hanno comunicato di volersi sposare in Cile, sebbene questo non fosse assolutamente tra le nostre mete di viaggio, non abbiamo esitato un secondo!

Per nostra sorpresa il viaggio in Cile ci ha regalato dei momenti stupendi, così come il poter condividere con Elisa e Ian il loro matrimonio, una cerimonia intima nel giardino dei genitori di lui dove dal mattino fino alla spaghettata di mezzanotte abbiamo celebrato l’unione della nostra coppia di amici più cara al mondo. Poter unire un viaggio straordinario con un evento personale così sentito è stata davvero un’esperienza indimenticabile.

friends wedding in Chile

Comments:

  • Elisa

    31 Luglio 2019

    Che piacere leggere delle bellezze del Cile attraverso altri occhi.
    Il deserto di Atacama é stata una delle piú belle scoperte del mio viaggiare: pur conoscendo bene il paese, sono rimasta estremamente meravigliata dai colori marcati del paesaggio, dall’eleganza dell’infinito e dalla vita che si può creare in un ambiente cosi ostile. Grazie per questo articolo!
    Ora ci manca solo esplorare l’altra punta, quella più a sud. Prossima tappa Patagonia?

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