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sustainable life

L’argomento principale di questo blog, come sapete, è viaggiare in maniera sostenibile e responsabile. Ma sono fermamente convinta che per poter essere un turista responsabile dobbiamo innanzitutto condurre una vita sostenibile.

Questo non significa rivoluzionare il nostro stile di vita, ma sicuramente introdurre piccole abitudini e pratiche nel nostro quotidiano.

Non posso definire la mia vita pienamente sostenibile attualmente ma mi sto impegnando per ridurre il più possibile il mio impatto sul pianeta sia nella vita di tutti i giorni che quando viaggio.

Solitamente quando si parla di sostenibilità ci si riferisce alle 3 R che rappresentano le regole base da seguire per una vita sostenibile.
Io preferisco considerarne 5: Rispetta, Rifiuta, Riduci, Riusa e Ricicla.

RISPETTA

Credo che il primo passo verso una vita sostenibile sia sentirsi responsabili per la crisi climatica globale senza scaricare la responsabilità su governi o entità esterne. Nessuno salverà il mondo al posto nostro.
Il futuro del nostro pianeta dipende da ognuno di noi perciò dobbiamo fare ciascuno la propria parte.
Come? Prima di tutto, rispettandolo.

conscious living

(Foto di Gerd Altmann da Pixabay)

RIFIUTA

Rifiutare cosa? Innanzitutto le buste di plastica quando vai a fare la spesa, basta portarsi la propria sporta in tessuto da casa (io per non rischiare di scordarmela ne lascio sempre una in macchina :).

Altro esempio è rifiutare le cannucce di plastica nei drink (a me la cannuccia non ha mai entusiasmato, ma se proprio non potete farne a meno esistono di acciaio o bamboo :).

Stessa cosa per inutili bicchieri o stoviglie di plastica, basta pensare a una tipica pizzeria al taglio.
In generale poi, rifiutare bicchieri e bottigliette di plastica portandosi la propria borraccia.

Quindi la prossima volta che ti trovi in una di queste situazioni, semplicemente di NO alla plastica, è un piccolo gesto rivoluzionario ma può portare a grandi cambiamenti.
In fondo, siamo noi con le nostre scelte a influenzare il mercato e la produzione.

SUSTAINABILITY PLASTIC STRAWS

RIDUCI

Quando si parla di vita sostenibile il primo pensiero è la riduzione della plastica, giustissimo ma ricordiamoci che la plastica non è l’unico male.
Dovremmo provare a ridurre qualsiasi tipo di spreco, dalle risorse (energia elettrica, acqua, etc.) a sprechi di oggetti vari.

Qual’è la differenza tra plastic-free e zero-waste?
Secondo la Zero Waste International Alliance, si intende per zero waste la conservazione di tutte le risorse attraverso una produzione, consumo, riuso responsabile di prodotti, imballaggi e materiali senza incenerire o disperdere in natura (terra, aria, acqua) nuocendo all’ambiente e alla salute umana.

Se vi interessa approfondire lo stile di vita Zero Waste vi consiglio Rete Zero Waste. 

Detto ciò, sono ben cosciente che vivendo in una società orientata al consumo siamo naturalmente portati all’acquisto sconsiderato di oggetti, anche quando non ne abbiamo realmente bisogno, basta pensare a quante cose abbiamo in casa o nel nostro armadio che non vedono mai la luce!
Ma dobbiamo ricordarci che ogni oggetto ha un impatto sull’ambiente in termini di risorse, tanto per produrlo quanto per smaltirlo.
Non voglio dire che si debba necessariamente vivere in maniera minimalista, ma sicuramente ridurre le cose “non necessarie” sarebbe un ottimo inizio.

Da ragazza per esempio compravo un sacco di vestiti (abbastanza normale per una teenager), ma con gli anni ho ridotto drasticamente i miei acquisti, seppur concedendomi qualche vizio ogni tanto, ma comprando principalmente quando ho realmente bisogno di qualcosa (complice anche i numerosi traslochi che ho fatto da un paese all’altro :).

Un altro problema consistente è lo spreco di cibo!
Secondo la FAO, 1/3 del cibo prodotto viene sprecato ogni anno, generando non solo un evidente spreco di denaro, ma anche un impatto negativo sull’ambiente (pensate che nel 2018 negli Stati Uniti il cibo costituiva il 22% dei rifiuti negli impianti di interramento, secondo fonti EPA – agenzia protezione ambientale).

Come possiamo ridurre gli sprechi di cibo?
Il primo passo semplicissimo è quello di preparare un piano settimanale dei pasti e relativa lista degli ingredienti di modo da acquistare in maniera “controllata” una volta al supermercato.

Io e Miles abbiamo sempre acquistato un po’ “a sentimento” ma durante la quarantena abbiamo iniziato a pianificare i pasti per ridurre le volte al supermercato, e devo dire che, dopo un primo momento di assestamento, ora ci troviamo molto bene e abbiamo notato una riduzione dello spreco di cibo.

Altro consiglio, cercate di “svuotare” il frigo e la dispensa testando almeno una volta a settimana nuove ricette con le rimanenze di cibo.
Ecco 7 idee per cucinare con gli scarti.

sustainability meal plan

(Foto di Vegan Liftz da Pixabay)

RIUSA

Un buon modo per comprare meno è sicuramente riparare, un’abitudine che abbiamo perso anche a causa delle deperibilità precoce degli oggetti.
Quanti di voi ancora posseggono un vecchio paio di jeans Levis o un indistruttibile Nokia?
E’ un dato di fatto che vestiti, strumenti elettronici e così via vengono rimpiazzati frequentemente non solo per chi vuole seguire la moda, ma anche perché obiettivamente durano meno e, spesso purtroppo, ripararli non ne vale la pena in termini economici.

Se non riuscite a ripararli provate almeno a riusarli in parte dandogli nuova vita e nuovo scopo.
Partendo da cose “banali”, io per esempio vengo sempre derisa affettuosamente da amici e famiglia per i miei pacchetti regalo riciclati usando carta di giornale, riviste o carte già usate.

Miles invece è uno specialista nel creare oggetti con materiale di scarto, soprattutto da quando ha acquistato una cucitrice Singer di seconda mano 🙂 L’ultima opera è stato un cuscino per la cuccia di Memole utilizzando una vecchia felpa riempita con la lana di un cuscino ormai distrutto.

Questi sono solo semplici esempi ma potete sbizzarrirvi con la vostra creatività.

RICICLA

Se proprio non siete in condizione di rifiutare, ridurre, o riusare, cercate almeno di riciclare.

Ormai al giorno d’oggi siamo diventati tutti degli assi della differenziata. Se penso a quando ero piccola ed era ancora “normale” buttare le cartacce per terra (a dire il vero, ahimé, ci sono ancora tante persone che buttano cose a terra e infatti mi imbestialisco ogni volta!).
Ma sicuramente negli ultimi 10 anni in particolare i vari Paesi hanno fatto grandi progressi in termini di riciclo, anche se siamo ancora lontani da risultati soddisfacenti.

Ecco alcuni dati:

  • Secondo le Statistiche 2018 di Rubicon, nonostante il 75% dei rifiuti in America siano potenzialmente riciclabili, solo il 30% viene riciclato.
  • Secondo dati Eurostat, un cittadino europeo produce in media 5 tonnellate di rifiuti l’anno di cui solo il 37,8 % viene riciclato
  • Dei 50 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici generati ogni anno, meno del 20% viene riciclato
  • Uno degli obiettivi in termini di sostenibilità dell’Unione Europea per il 2025 è di aumentare la quota del riuso e riciclo al 55%
  • L‘Italia con una percentuale del 48% in materia di riciclaggio, si posiziona al settimo posto in Europa, dati EEA – Agenzia Europea per l’Ambiente.

5 esempi virtuosi di sostenibilità

vita sostenibile acqua potabile in aeroporto

Responsabilità: il sistema di cauzione-reso della Germania

La Germania sembra essere la leader indiscussa a livello mondiale in termini di riciclaggio, grazie anche al sistema di rimborso-cauzione chiamato “pfand” introdotto nel 2003.

Come funziona?
Quando si comprano bevande in plastica, lattina o vetro si versa una piccola cauzione che varia da 10 a 50 centesimi che viene poi resa una volta restituito il contenitore al venditore o ad una delle macchinette automatiche distribuite per il paese.

Abbiamo utilizzato anche noi più volte questo sistema quando andiamo a trovare i nostri cari amici che vivono a Monaco e credo sia un buon incentivo per invogliare le persone a riciclare.

Attualmente ci sono 10 paesi in Europa che hanno implementato questo sistema e i risultati sembrano molto buoni. Pensate che la Norvegia, che è il Paese dove funziona meglio, la percentuale di plastica riciclata è addirittura il 97%!

Riusa: riempi la bottiglia

Un trend che si è diffuso negli ultimi anni in tante città (compreso il paese dove vivo) è quello delle fontanelle per l’acqua.

Inoltre, durante i miei ultimi viaggi, ho notato che sempre più aeroporti si stanno dotando di fontanelle o distributori di acqua potabile per incentivare i viaggiatori ad utilizzare la borraccia.

Noi a casa beviamo da sempre l’acqua del rubinetto quindi non compriamo mai bottiglie, e anche quando viaggio utilizzo la borraccia.

Per fortuna ora esistono sempre più punti dove procurarsi acqua “sicura” anche in Asia dove viaggiamo spesso. Potete rintracciarli grazie ad utilissime app come Refill My Bottle, fondata a Bali ed ora disponibile in 2500 località nel sud-est asiatico.

Riduci: packaging edibili

L’argomento imballaggi è qualcosa che mi manda spesso in bestia, soprattutto quando vedo marche fornitrici di prodotti bio, che a mio avviso dovrebbero presupporre anche un’attenzione all’ambiente, e invece utilizzano chili di imballaggi inutili e spesso nemmeno riciclabili.

Sapete che un cittadino europeo produce in media 170 kg di imballaggi l’anno?

Una best practise anglosassone per ridurre il problema degli imballaggi è la start up Notpla che ha inventato imballaggi edibili per bevande e salse fatti di piante e alghe.

Riusa: contenitori take away riutilizzabili in Svizzera

In un momento storico delicato come quello che stiamo vivendo del covid19 purtroppo i protocolli sanitari hanno reso le pratiche di sostenibilità molto più difficili, basti pensare alle quantità smisurate di dispositivi quali guanti e mascherine che costituiscono rifiuti non riciclabili.

Ho chiesto alcune domande sull’argomento e su quale impatto sta avendo il corona virus sull’ambiente a Teresa Agovino, un’esperta di sostenibilità, in questo articolo.

Tra gli sprechi maggiormente prodotti ci sono anche gli imballaggi con cui siamo obbligati a proteggere gli alimenti, in particolare nel mondo della ristorazione che attualmente è concessa solo in versione take-away.

Un possibile modo per poter ovviare a questo tipo di sprechi è l‘iniziativa lanciata in Svizzera nel 2016, per cui è possibile utilizzare un contenitore per i pasti take away riutilizzabile presso ben 400 ristoranti che hanno aderito all’iniziativa.

Ricicla: il programma trash-for-ticket in Indonesia e Roma

Il 2019 ha visto l’introduzione di un sistema innovativo in Indonesia e anche nella nostra capitale, Roma, col quale è possibile “scambiare” bottiglie di plastica con crediti per biglietti di trasporti pubblici.
A Roma per esempio per ogni bottiglia viene erogato 0.05 euro.

Sapevate di questa iniziativa? Cosa ne pensate?

Condurre una vita sostenibile non è sempre facile e dipende anche dalle politiche applicate dal luogo in cui viviamo e i servizi a nostra disposizione, tuttavia è importante avere un ruolo proattivo come cittadini, consumatori e viaggiatori consapevoli.

Fai anche tu la tua parte e insieme contribuiamo alla salvaguardia del nostro pianeta.

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