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Non so se avete notato ma negli ultimi tempi sembra sia scoppiata la moda del camminare in montagna, anche per chi fino a poco tempo fa non andava nemmeno a comprare il pane a piedi.

Cos’è successo?
Credo sia una combinazione tra una società che si sta evolvendo dando più importanza al movimento fisico, alla vita all’aria aperta e a tutto quello che riguarda una vita più sostenibile, ma anche un effetto dovuto ai social dove ogni giorno su Instagram si vedono foto spettacolari di persone che vanno per sentieri in montagna e fanno trekking.

Così per molti è scattato il desiderio di emulazione, a volte semplicemente per ottenere lo stesso selfie d’effetto, altre volte per reale ispirazione a mettersi alla prova e scoprire qualcosa di nuovo.

Soprattutto in questo momento storico in cui il lockdown ha costretto milioni di persone a stare chiuse in casa e iniziamo ora la fase 3 in cui cautamente in Italia ricominciamo a viaggiare prediligendo il nostro Paese e i viaggi a km0, i sondaggi del Touring Club Italiano mostrano un’impennata nell’interesse verso la montagna, perfetta per tornare all’aria aperta e riconosciuta come meta “sicura” dal punto di vista del distanziamento sociale.

Avendo lavorato per anni nel mondo delle escursioni e tour guidati in collaborazione con associazioni di guide locali, ho imparato che molte persone approcciano il trekking, e l’attività outdoor in generale, con molta inesperienza.
Questo può diventare un problema se non ci si affida a delle guide esperte.

Così negli anni coi colleghi ci siamo ritrovati spesso a sorridere di fronte a persone che si presentavano per un trekking fluviale in ciabatte, per un tour in e-bike non sapendo andare in bici o, peggio, credendosi dei fenomeni e mettendosi a volte in pericolo.

Camminare in montagna può sembrare una “passeggiata” ma è bene ricordare poche regole utili per muoversi in natura in maniera responsabile e sostenibile.

Sebbene non siamo degli alpinisti provetti, io e Miles andiamo spesso a camminare in montagna nel nostro Appennino, sulle vicine Alpi Apuane e qualche volta anche al mare, facendo qualche percorso trekking alle Cinque Terre (rigorosamente fuori stagione).

Negli anni ho avuto modo di vedere e sperimentare vari errori, vorrei quindi sfatare alcuni luoghi comuni del camminare in montagna.

10 ERRORI DA EVITARE PER FARE TREKKING IN MANIERA SOSTENIBILE E RESPONSABILE

“Oggi è bello, andiamo a camminare in montagna”

Attenzione però, perché non basta guardare fuori dalla finestra per valutare il meteo in montagna. Controlla sempre bene il meteo su un sito fidato (noi utilizziamo un sito locale + 3B Meteo).
Temperatura e condizioni atmosferiche possono essere molto diverse rispetto al luogo di partenza e soprattutto in montagna il tempo può variare repentinamente!
Quindi per prima cosa è importante controllare non solo che ci sia il sole, ma le condizioni del vento.

Lo dico per esperienza, perché proprio durante uno dei miei primi trekking in montagna con un gruppo di camminatori esperti, il vento ha trasformato una limpida e calda giornata estiva in un clima apocalittico con un vento che ci ha costretti a camminare per 12 ore perché impossibilitati a piantare la tenda per la notte. Ottimo insegnamento per i nostri trekking successivi.

hiking for beginners in the apennines

“E’ una passeggiata breve adatta a tutti!”

Niente di più sbagliato! Sii autocritico/a, studia con attenzione il sentiero che intendi affrontare e assicurati di avere la preparazione fisica e attrezzatura adeguata.
Basta una semplice mappa dei sentieri escursionistici (anche online) dove oltre alla durata è importante controllare il dislivello!
Ogni sentiero è marcato con una nomenclatura che ne indica la difficoltà.

  • T: Turistico, brevi sentieri e mulattiere che non richiedono particolare allenamento
  • E: Escursionista, su sentieri tracciati (solitamente segni bianchi e rossi) che richiedono un minimo allenamento a camminare per qualche ora
  • EE: Escursionista Esperto, con un certo grado di esperienza e preparazione ad affrontare terreni misti, con anche pendenze e luoghi esposti (quindi non adatti a chi soffre di vertigini)
  • EEA: Escursionista Esperto con Attrezzatura, dove è richiesta una preparazione tecnica e anche attrezzatura (tipicamente vie ferrate o dove c’è bisogno di utilizzare corde etc.)

La difficoltà in montagna è calcolata non in base alla lunghezza del percorso, infatti non si indicano i km, ma alla durata, tipologia di sentiero e dislivello!
Fate quindi attenzione che una durata breve non corrisponde necessariamente ad una passeggiata facile.
Scegliete responsabilmente il percorso più adatto a voi.

italian hiking signs

“E’ una passeggiata facile non serve mettere lo scarponcino”

“Devo mettere gli scarponi da trekking?” Questa era la classica domanda che mi veniva fatta dai partecipanti alle escursioni che organizzavo.
La risposta per me è sì. Anche se il sentiero è apparentemente semplice, perché avere una scarpa che contenga il piede e protegga la caviglia è molto importante (se passate in erba alta non solo per le storte ma anche per gli animali).
Altrimenti perché si chiamerebbero “scarponi da trekking?”.

hiking boots

“Non mi serve, tanto è bel tempo!”

Sono una convinta sostenitrice di portare lo stretto necessario, soprattutto quando si deve camminare in montagna e lo zaino pesante non piace a nessuno.
Tuttavia, ho imparato che anche se c’è bel tempo e non minaccia pioggia, il k-way e un pile (anche leggero), spesso salvano la vita.
Il meteo infatti può variare, soprattutto se raggiungete quote sopra i 1500, e non c’è nulla di peggio che ritrovarsi durante la tua sosta dopo ore di camminata col freddo o, peggio, bagnato a causa della pioggia.

hiking cradle mountain

“Conosco la strada”

Portarsi una mappa del sentiero e/o scaricarsi gpx sul telefono e fare attenzione non solo ai segni bianchi e rossi che indicano il percorso ma anche dei punti di riferimento per evitare di perdere il senso dell’orientamento, soprattutto se si percorrono sentieri nel bosco o poco battuti/mal tracciati.

Noi utilizziamo le mappe cartacee di 4Land e la app gratuita ViewRanger per scaricare tracce di sentieri offline, entrambe molto accurate.

reading hiking maps

“Cosa vuoi che succeda?”

Anche se si parte per una semplice escursione è sempre bene avere un mini kit di primo soccorso con poche cose basilari in caso di piccolo incidente o infortunio come cerotti, disinfettante e benda per assicurare una caviglia.

Infatti, sebbene non lo auguri a nessuno, una banale storta non è così rara e quando ci si ritrova a camminare in montagna con una caviglia dolorante ma ancora tanta strada da fare, può diventare problematico.

Anche questo vissuto per esperienza. Per fortuna avevamo l’occorrente con noi e siamo riusciti ad assicurare il piede di un amico che era in escursione con noi e a causa di una distrazione si è rotto un metatarso. Quindi sì, può succedere.

first aid kit

“Riempio la borraccia alla fonte”

Vero, spesso nelle nostre montagne troviamo acqua freschissima e pura (e gratuita) da poter riempire le nostre borracce (mi raccomando portate sempre una borraccia e non bottiglie di plastica! Sia per ridurre la produzione di plastica sia perché si conserva meglio. Noi utilizziamo boccacce in acciaio Pure Design con tappo in bambù e completamente plastic-free).

Tuttavia, in estate soprattutto, potrebbe capitare che le fonti siano asciutte e ritrovarsi in montagna senza acqua può rappresentare un serio problema causando sintomi di disidratazione.
Portatevi sempre una quantità di acqua adeguata al sentiero che state affrontando perché anche se non fa caldo il nostro corpo quando camminiamo in montagna consuma liquidi attraverso sudore e urina.

Quanta acqua portare in montagna?
Si stima 1 litro ogni 2 ore di camminata.

Lo scorso anno eravamo con amici in un bivacco in Appennino quando è arrivata una coppia di escursionisti completamente distrutti dal tragitto (vedi punto 2!) e soprattutto senza acqua perché pensavano di trovarne lì. Per fortuna noi avevamo delle riserve e il giorno dopo saremmo tornati a casa così gliene abbiamo offerta un po’ visto che loro dovevano proseguire per un’altra tappa, perciò occhio a non farvi cogliere impreparati!

top up hiking water bottle

“Ho bisogno di energia “

Sicuramente abbiamo bisogno di energia quando camminiamo in montagna ma attenzione a quello che mangiate. Conosco persone che prima di affrontare un trekking fanno colazioni da cavallo o che portano pranzi al sacco che equivalgono ad un pranzo domenicale in famiglia.
E’ importante introdurre l’energia necessaria per affrontare l’attività fisica ma scegliendo alimenti nutrienti ed energetici che siano facili da digerire.

Lo dico per esperienza perché io ad esempio sono delicata con la digestione e mi sono ritrovata in Thailandia a maledire il pad thai mentre camminavo in salita a 30 gradi umidi nelle colline di Chiang Rai.

Portatevi anzi degli snack e spuntini tipo barrette o frutta secca per reintegrare man mano che avanzate.
Altro consiglio è evitare cibi troppo salati (per intenderci la focaccia o panino col crudo) perché andrebbero ad aggravare la vostra sete in un momento in cui già state bruciando liquidi.

hilltribe trek thailand

“Tanto i fazzoletti si sciolgono”

“Dove la faccio?” Altra tipica domanda di chi si muove in natura per le prime volte. Ovviamente in un luogo appartato non accanto al sentiero dove passano tutti.
Ma quel che più mi preme dire (e vale anche per escursionisti esperti, soprattutto se femmine) è dove butto il fazzoletto?

Ecco, sappiate che i fazzoletti di carta ci possono impiegare fino a 3 mesi per decomporsi perciò anziché riempire i sentieri di montagna di carta con le vostre pipì, riponeteli in un sacchettino, così come tutti gli altri rifiuti che producete, e portateli a casa!
Ve lo chiedo non solo per l’ambiente ma anche per la decenza del luogo in cui noi tutti camminiamo 🙂

trash nature

“E’ frutta, non inquina”

Se è vero che la buccia di banana è ricca di potassio e fosforo, quindi ottima per concimare alcune piante o il vostro orto, non cadete nell’inganno che buttarla in natura abbia lo stesso effetto benefico.
Si pensa spesso erroneamente che siccome si tratta di materiale organico non sia un rifiuto e lo si possa gettare tranquillamente a terra.

Invece, buttare bucce di frutta (sia che siano agrumi e ancor peggio di una banana) può avere un impatto negativo sull’ambiente, sia in termini di equilibrio del terreno che di ecosistema, perché gli animali potrebbero non essere abituati a quel tipo di alimento, soprattutto se si tratta di un frutto “esotico”.

banana-peel

Spero che questi consigli siano stati utili. Buone camminate a tutti!

COSA METTERE NELLO ZAINO QUANDO SI FA TREKKING?

Comments:

  • 14 Giugno 2020

    Ottimi consigli come sempre Simo! Abbiamo già scaricato l’app che ci consentirà di non perderci (speriamo) 🙂

    reply...
  • 14 Giugno 2020

    Questo articolo me lo salvo. Mi servirà sicuramente per quando farò Trek più ardui. Mi hai anche chiarito delle idee, soprattutto sulla frutta secca. Ricorderò i datteri del nostro primo incontro.. Ahahahah
    Grazie 😊

    reply...

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